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Cronaca

La videochiamata del boss dalla cella del carcere di Siracusa alla vittima dell'estorsione: «Paga o ti scanniamo»

Operazione della Dda di Milano nei confronti dei clan pugliesi. L'imprenditore, da anni trasferitosi a Milano ha denunciato tutto (comprese le minacce della ex moglie) 

Di Redazione

Dalla cella del carcere di Siracusa il boss della Sacra Corona Unita, la mafia pugliese, Christian Cucumazzo aveva videochiamato la vittima di un’estorsione per indurlo a pagare.

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C’è anche questo nelle carte di un’inchiesta della Dda milanese sull’estorsione a un imprenditore salentino.

 

«Ti conviene portare i soldi altrimenti ti scanno», «Vedi di portarli, altrimenti mi presento con venti albanesi da tua madre e ti sparo in testa», alcune delle minacce che gli arrestati, in tutto tre, avrebbero rivolto all’uomo che dal 2016 si è trasferito a Milano. L’imprenditore lo scorso maggio ha denunciato i tre arrestati e anche la ex, nei confronti della quale la gip del tribunale meneghino ha disposto la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Sarebbe la donna, secondo gli inquirenti, la mandante dell’estorsione di 44mila euro di cui è stato vittima l'imprenditore, che avrebbe ricevuto ripetute minacce, anche di morte e anche nei confronti di sua madre.

Gli esecutori materiali sarebbero appunto i tre arrestati, uno dei quali, Christian Cucumazzo, membro della sacra corona unita, si trovava già in carcere a Siracusa. Proprio dalla cella avrebbe videochiamato la vittima, «così aumentando - si legge nelle 850 pagine dell’ordinanza del gip - la valenza intimidatoria della minaccia».

Il secondo degli arrestati è Luigi Aquilano, genero di Antonio Mancuso di Nicotera, boss del clan della ndrangheta. Il terzo ad essere raggiunto dalla misura della custodia cautelare in carcere è Arturo Garofalo, che con la vittima dell’estorsione avrebbe vantato una parentela con i fratelli Fontana, legati a Cosa Nostra.

 

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