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Cronaca

La Sicilia che brucia nell'elenco dalla Fire Information for Resource Management System della NASA

La regione è tra le aree del mondo maggiormente interessate dagli incendi

Di Redazione

«Tra le aree del mondo maggiormente interessate dagli incendi segnalate dalla Fire Information for Resource Management System della NASA figura anche la Sicilia, regione ormai da settimane sconvolta da una serie di roghi che stanno progressivamente fagocitando migliaia di ettari di macchia mediterranea e minacciando le abitazioni». Lo hanno reso noto in una nota, i co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli e Eleonora Evi, che spiegano: «Sono passati vent'anni da quando una legge, fortemente voluta dai Verdi, ha introdotto il reato di incendio boschivo, eppure non si è fatto nulla per aumentare le iniziative di prevenzione e rafforzare il controllo del territorio, ma, al contrario, la responsabilità principale di questa situazione è di chi ha deciso di sciogliere il Corpo Forestale dello Stato quando era presidente del Consiglio Matteo Renzi: una scelta irresponsabile che ha distrutto un patrimonio prezioso di esperienze, conoscenza del territorio e un presidio fondamentale nella lotta al fuoco. E il Ministro Cingolani cosa fa? Si tratta dell’ennesima emergenza di cui il Ministro semplicemente non si occupa mentre ha il dovere di intervenire, - concludono Bonelli ed Evi, - cancellando una volta per tutte la riforma Madia, presentando un provvedimento per ripristinare subito il Corpo Forestale dello Stato e vigilando sull'applicazione del catasto degli incendi «.

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L’European Forest Fire Information System (EFFIS) fornisce alla Commissione e al Parlamento europei i dati giornalieri sugli incendi boschivi nell’Unione. Solo oggi sono andati in fumo 4.700 ettari di boschi, 14.724 negli ultimi 7 giorni. Dall’inizio dell’anno, incendi per lo più di natura dolosa hanno spazzato via circa 110mila ettari dei nostri boschi, nel silenzio assordante di chi, come Cingolani, dovrebbe perseguire la tutela del nostro patrimonio naturalistico come una missione e invece, come i suoi predecessori, non trova altra soluzione che servirsi di una flotta di canadair data in appalto ai privati con costi stellari». 
 

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