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Cronaca

Linguaglossa, macchie rosse sul volto del busto di Sant'Egidio e già si grida al miracolo

Il vescovo di Acireale, Monsignor Antonio Raspanti, ha disposto gli accertamenti e le analisi.

Di Egidio Incorpora

Pur con la dovuta cautela ha fatto grande eco la notizia delle macchie rosse sul volto del busto di Sant’Egidio Abate. Precisamente sotto gli occhi. Sangue? Presto a dirlo. Il vescovo di Acireale, Monsignor Antonio Raspanti, ha disposto gli accertamenti e le analisi. Sarà seguita la procedura prevista dal diritto ecclesiastico in questi casi. E’ stato proprio don Orazio Barbarino, arciprete del paese, a ad avvertire tempestivamente  il vescovo dell’accaduto.

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Il tutto è successo nella tarda serata di mercoledì. Il busto di Sant’Egidio, donato anni fa dallo stesso arciprete alla Chiesa Madre, è stato portato nella tarda serata di mercoledì nella Chiesa del Santo in vista della ricorrenza dell’evento miracolo del ’23, quando la lava lambì il paese. Mentre si facevano le pulizie, un’addetta si è accorta che sotto gli occhi della Statua vi erano delle macchie rosse, simili a sangue. Commozione e stupore. In pochi attimi  la notizia si è diffusa. A giungere per primo, subito chiamato,  don Orazio Barbarino,  don Raffaele, diversi fedeli.  Sono stati  fatti intervenire pure i carabinieri del paese, col comandante maresciallo Filippo Bonaventura. Si è deciso quindi di riportare il busto nella Chiesa Madre, sotto la teca che da sempre lo  custodisce.

Don Orazio Barbarino, come si diceva, ha subito informato il vescovo che ha dichiarato che verranno effettuati tutti gli accertamenti che prevede la legge ecclesiastica in questi casi. Ha subito avviato il relativo iter. Saranno effettuate, per prima cosa,  le analisi del prodotto rinvenuto e, poi accertati i fatti, gli avvenimenti,  così come si sono susseguiti.

Il busto è stato donato anni fa dall’arciprete alla Chiesa ed è realizzato in legno con una sottile copertura in  lamina d’argento.

Nell’attesa che si facciano gli accertamenti torna in mente quanto  affermato da Stefano De Flores su un  caso abbastanza simile, delle lacrime di Civitavecchia: «concludo con l’esclamazione di chi si trova di fronte ad un  intervento straordinario di Dio nella storia: “qui c’è il dito di Dio”….non si giunge al soprannaturale solo per esclusione delle altre ipotesi possibili…. Dio ha scelto  una piccola diocesi per pronunciare, mediante la guttazione di sangue della Madonna, una parola di salvezza». Anche a  Linguaglossa vi è il dito di Dio? Presto, troppo presto per dirlo. La storia della Chiesa è costellata da lacrimazioni di statue. Ma è proprio la Chiesa a imporre la moderazione e la prudenza. 

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