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Cronaca

Maltempo: in Sicilia ora l'«osservato speciale» è il ciclone atteso martedì

I prossimi giorni porteranno, secondo le previsioni, nuove forti piogge soprattutto al Centro-sud e resta dunque alta l'allerta per l'Isola

Di Redazione

Non è ancora terminata la fase di perturbazione che ha colpito il sud dell’Italia con fenomeni di precipitazioni intense come quelle che hanno contribuito a determinare la forte frana a Ischia, che ha causato morti e dispersi. I prossimi giorni porteranno, secondo le previsioni, nuove forti piogge soprattutto al Centro-sud e resta dunque alta l'allerta. Il meteorologo Sante Laviola, dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), avverte infatti che è in arrivo una nuova fase di bassa pressione con fenomeni temporaleschi. 

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 «Quello che ha portato forti piogge negli ultimi giorni sul Centro-sud - rileva Laviola  - è stato un ciclone di bassa pressione localizzato nel centro del Mediterraneo. Ora è da segnalare che sta arrivando un altro ciclone di bassa pressione, che entrerà in campo tra martedì e mercoledì ed è previsto porterà forti piogge nella stessa area già colpita, ovvero al Centro-sud». Domani lunedì, quindi, il maltempo dovrebbe concedere una breve tregua in Sicilia, mentre martedì l'Isola dovrebbe trovarsi nuovamente sotto un vortice ciclonico che porterà - secondo la previsione di 3bmeteo - altre precipitazioni diffuse e abbondanti, a tratti anche di forte intensità soprattutto sul versante ionico e tra Agrigentino e Ragusano. 

Si tratta di fenomeni stagionali ma a spiegare la particolare intensità di tali eventi, chiarisce l’esperto del Cnr, «è anche la stagione particolarmente calda da cui veniamo. Il Mediterraneo è infatti estremamente caldo, raggiungendo temperature oltre la media, e questo porta effetti importanti perchè lo scontro di correnti a diversa temperatura su un mare caldo determina fenomeni temporaleschi molto più intensi».

 

 

Il Mediterraneo, afferma, «è un po' come l’acqua che bolle e fornisce umidità, ovvero acqua ed energia, ai fenomeni temporaleschi». La maggiore temperatura di questo mare, aumentata nel corso degli anni anche per effetto del surriscaldamento globale, ha dunque reso proprio l'area del Centro-sud più a rischio di piogge estreme. La dimostrazione arriva anche da uno studio appena pubblicato dal Cnr che dimostra, spiega il meteorologo, come negli ultimi 22 anni i fenomeni temporaleschi nel periodo autunnale da settembre a novembre si siano spostati dal Nord Italia al Centro-sud del bacino mediterraneo, e ciò proprio in virtù del maggiore riscaldamento del mare. Regioni come la Campania, la Puglia, la Calabria e la Sicilia, dunque, «essendo ricomprese in quest’area, risultano maggiormente soggette ad eventi temporaleschi forti in questo periodo autunnale». 

 

 

Ma il monitoraggio è in questi giorni intensificato perchè questa è anche la stagione di maggiore probabilità di un altro fenomeno estremo, quello dei cosiddetti uragani mediterranei, ovvero roteazioni d’aria che assumono delle caratteristiche tropicali con forti piogge e venti. «Si prevedono con un paio di giorni di anticipo e si sta studiando se il surriscaldamento del Mediterraneo possa determinare un’influenza in termini di intensificazione anche di tali eventi. Al momento non vi sono previsioni di uragani imminenti nel bacino del Mediterraneo ma anche questa - conclude Laviola - è una variabile da monitorare con attenzione». 

 

 

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