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Cronaca

Matteo Messina Denaro: l'abbaglio preso in Olanda e le ultime tracce del boss

 In un ristorante di Amsterdam l’irruzione della polizia che ammanetta e benda un uomo. Ieri la scarcerazione

Di Franco Castaldo


L’ultima traccia certa in ordine cronologico che porta direttamente a Matteo Messina Denaro risale al febbraio scorso quando i carabinieri del Ros, eseguendo l’ordinanza di custodia cautelare “Xydi” che ha portato in carcere boss e gregari della potente mafia canicattinese (e di mezza Sicilia) non ha potuto notificare il provvedimento di cattura al boss di Castelvetrano proprio perché latitante da decenni.

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Tuttavia, leggendo le carte dell’inchiesta emergeva a chiare lettere che il boss della città dell’uva Italia, Giancarlo Buggea, intercettato mentre parlava con degli associati, diceva chiaramente di aver stabilito un contatto con Messina Denaro attraverso una donna di Canicattì sposata con un Guttadauria, imparentati con la primula rossa, per comunicare in assoluta sicurezza. 

Poi, solo notizie di catture mai avvenute, quasi tutte mai finite sui giornali, sino a mercoledì scorso quando dall’Olanda il quotidiano di Amsterdam “Het Parool”, una delle principali testate nazionali, è stato il primo a pubblicare la notizia, alle 13 del 10 settembre, annunciando la cattura del mafioso più ricercato del mondo.

La testata affermava nell’articolo, firmato da Wouter Laumans, uno dei più grandi esperti di mafie in Olanda (autore di “Mocro Maffia” e “Maffia Paradijs”) che “l’OM - ossia il nostro il pubblico ministero - ha disposto l’irruzione de “l’arrestatie team”, l’equivalente dei nostri Nocs, nel ristorante Het Pleidooi a L’Aia  ed avrebbe fatto il nome di Messina Denaro, perché l’operazione sarebbe stata altro che l’esecuzione di un mandato di cattura europeo promosso dall’Italia. 

L‘uomo prelevato da un ristorante della terza città olandese, bendato e poi rinchiuso nelle carceri bunker di “Vught”, è stato indicato come il boss Matteo Messina Denaro. La notizia è stata poi ripresa da Nos, il portale della tv di Stato nei Paesi Bassi e da numerose altre testate olandesi mentre in Italia nessun media nazionale si è occupato della vicenda se non per smentire il clamoroso arresto.

Il malcapitato uomo catturato è stato affidato alla tutela giudiziaria di un avvocato d’ufficio che, tuttavia, è uno dei più noti e preparati, tra gli avvocati olandesi, di cose di mafia: Leon Van Kleef. 

Ad interrogatorio, il primo, effettuato, proprio Van Kleef ha precisato che, l’arrestato non è il capo di tutti capi della mafia siciliana, ma Mark L. di Liverpool ma residente in Spagna, e che si trovava in Olanda, insieme al figlio, per assistere al Gran premio di Formula 1 di Zadwoort. 

Stupefatti gli ospiti e il personale del ristorante Het Pleidooi a L’Aia quando hanno visto in azione una unità speciale della polizia olandese che ha fatto irruzione nel ristorante e in maniera fulminea hanno catturato i tre uomini seduti ad un tavolo bendato gli occhi ed ammanettati.

Per la stampa olandese quella squadra di poliziotti ben addestrata si sarebbe presentata al ristorante per arrestare quello che si credeva Matteo Messina Denaro su richiesta delle autorità italiane che avrebbero inoltrato un mandato di arresto europeo.

 

 

Ulteriori verifiche fatta ieri da La Sicilia hanno permesso di apprendere che, di fatto, l’avvocato incaricato di  difendere l’arrestato ha avvisato il noto giornalista Wouter Laumans autorevolissima firma olandese in fatti di mafia, che stava per andare ad assistere quell’uomo che veniva indicato per Matteo Messina Denaro. 

Da lì è partita la catena di Sant’Antonio che ha fatto rimbalzare la notizia, salvo essere smentita categoricamente da ogni organo istituzionale titolato a farlo. E, ieri sera, dall’Olanda è arrivata la notizia secondo la quale l’uomo arrestato mercoledì scorso in un ristorante dell’Aia non è il super boss Matteo Messina Denaro, “l’uomo che l’Italia cerca”, ha scritto l’ufficio del pubblico ministero olandese in un comunicato stampa.  L’arresto è stato eseguito sulla base di un mandato d’arresto europeo (Mae) emesso dalle autorità italiane e la persona finita in manette, conferma l’OM, è un cittadino britannico. Il pubblico ministero ha emesso un ordine di scarcerazione immediata. La storia finisce qui.

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