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Cronaca

Messina Denaro, dopo i tre covi trovata anche la "Giulietta" del boss: svelata dal codice della chiave

La chiave era nel borsello che il boss portava nel momento in cui era stato arrestato. Altro materiale è stato trovato e sequestrato anche all'autista dell'ex latitante, Giovanni Luppino

Di Redazione

E dopo i tre covi, individuati tutti a Campobello di Mazara, è stata trovata anche un'auto che risulta essere di proprietà di Matteo Messina Denaro. Si tratta di una Giulietta, grazie alla quale gli investigatori riuscirono a risalire al primo covo del boss, arrestato lunedì scorso dopo una latitanza di 30 anni. Nel borsello trovato al capo mafia dopo l’arresto c'era una chiave.

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Dal codice della chiave, i pm sono arrivati alla Giulietta, poi gli investigatori hanno ricostruito, grazie un sistema di intelligenza artificiale, gli spostamenti del veicolo del capo mafia risalendo al suo nascondiglio di vicolo San Vito. Ma solo ora la Giulietta è stata ritrovata. Sul posto c'è il procuratore aggiunto Paolo Guido. 

 

 

L'auto era parcheggiata in una sorta di garage, a poca distanza dalla casa di Giovanni Luppino, l’incensurato che ha accompagnato con la sua auto, una Fiat bravo, Matteo Messina Denaro alla clinica dov'è entrambi sono stati arrestati lunedì. L’ipotesi investigativa è che il capomafia, il giorno del blitz, sia andato in auto dal suo covo in vicolo San Vito a casa di Luppino - che vive a poca distanza dal luogo in cui la Giulietta è stata scoperta - e che insieme all’autista poi si sia diretto alla casa di cura per le terapie.

 

 

Tra i libri trovati nel covo di vicolo San Vito, ultimo rifugio del capomafia Matteo Messina Denaro, c'è anche una biografia del leader russo Vladimir Putin. Sono decine i volumi trovati nell’appartamento sugli argomenti più disparati, tra i quali anche alcuni testi storici. 

Altro materiale poi è trovato e sequestrato proprio a Luppino. Due cellulari, pizzini, ventidue fogli manoscritti con nomi in codice ma anche con nomi e cognomi di alcuni medici, post-it con numeri di cellulari, 200 euro; la foto di una donna, biglietti da visita: è il copioso materiale sequestrato all'uomo che ha accompagnato Matteo Messina Denaro in clinica nel giorno in cui entrambi sono stati arrestati. Luppino, accusato di favoreggiamento e procurata inosservanza di pena, è in carcere. Ieri il gip ha disposto per lui la custodia cautelare. 

 

 

Il materiale, sequestrato dai carabinieri, per i pm che hanno convalidato il provvedimento «è indispensabile al fine della prosecuzione delle indagini per finalità probatorie trattandosi di beni rinvenuti nella disponibilità dell’autista e accompagnatore personale del noto capo mafia latitante da 30 anni e dovendosi sui beni in sequestro procedere a tutti gli accertamenti anche di tipo tecnico utili a consolidare elementi di prova a carico nelle indagini in corso sul predetto latitante nonché sulla sua stessa «rete di protezione» che ne ha di fatto garantito la latitanza». 
 

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