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Cronaca

Messina, l'ultimo saluto a Viviana e Gioele ma Daniele Mondello non si arrende: «Cercherò la verità fino alla morte»

Nel Duomo l'ultimo atto della vicenda della deejay e del suo piccolo trovati morti in un bosco di Caronia. Per il Tribunale che ha archiviato fu la donna ad uccidere il figlio prima di togliersi la vita. Ma la famiglia non ci sta

Di Redazione

Si sono svolti nel pomeriggio a Messina, a distanza di quindici mesi dal ritrovamento dei loro cadaveri, i funerali di Viviana Parisi, la deejay di 41 anni e del figlioletto Gioele di 4 anni. La cerimonia si è svolta nel Duomo di Messina. Funerali decisi dalla famiglia a pochi giorni dall’archiviazione decisa dal gip di Patti Eugenio Aliquò che ha accolto in pieno la richiesta del Procuratore Angelo Vittorio Cavallo, secondo cui la donna si è uccisa dopo avere ammazzato il figlio. Come ha scritto il gip, che ha depositato la decisione tre settimane dopo l’udienza preliminare che si è tenuta lo scorso 22 ottobre, le ricostruzioni "degli esperti e della famiglia" sono "illogiche”. Anche se la famiglia non si rassegna e il marito di Viviana, Daniele Mondello, continua a chiedere "verità e giustizia". Ecco il racconto della funzione dell'Adnkronos

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IL MARITO. Uno striscione con su scritto “Viviana e Gioele, verità e giustizia” è stato esposto da Daniele Mondello, il marito di Viviana Parisi e padre del piccolo Gioele di 4 anni.

«Siamo qui per dare una degna sepoltura a Viviana e a Gioele come volevamo da tempo. Non mi fermerò mai e andrò avanti, questo è sicuro al 100 per cento. Ne sono certo» ha detto Daniele Mondello arrivando al duomo di messina. «Non ho mai visto un caso chiuso così con otto ipotesi in tutta la mia vita. Senza impronte e senza niente - dice- L’ho detto e lo faccio: non mi fermerò mai. Ormai ho perso tutto e quindi non mi interessa niente, vado avanti fino alla fine».

E aggiunge: «Lo dico anche al Procuratore Cavallo che continuerò fino alla mia morte. Mi hanno tolto tutto. Farò di tutto per scoprire la verità, l’unica cosa positiva è e posso dare finalmente una degna sepoltura ai miei cari».

 

 

L’AVVOCATO. «Questo caso non può essere chiuso con una archiviazione perché l’archiviazione non è un provvedimento idoneo ad assumere valore di cosa giudicata» ha invece detto l’avvocato Claudio Mondello, legale della famiglia di Viviana Parisi, al duomo di Messina.

«Chiunque dica che con l’archiviazione qualcosa finisce discute di cose che non conosce - dice - perché il nostro Codice non è così. Quindi l’archiviazione è un provvedimento inidoneo a mettere la parola fine su qualsiasi evento giuridico. Questo in via preliminare, in secondo luogo il giorno successivo alla discussione, quindi non rientra in questo decreto di archiviazione, Daniele ha presentato una autonoma querela che riguarda i vigili del fuoco e la condotta degli stessi pompieri, che avevano il cadavere di Viviana sotto gli occhi già dal quattro agosto. Perché le immagini del drone - dice - non sono mai state trasmesse in procura. Se n'è accorta solo dopo la dottoressa Somma (consulente della Procura ndr), una istituzione estranea ai vigili del fuoco. Il cadavere era lì sotto il traliccio».

 

 

«Ebbene- conclude- dopo giorno otto agosto 2020 tutta Italia sapeva che il cadavere era sotto il traliccio: quindi ci siamo sentiti dire, come scritto nell’archiviazione, che i vigili del fuoco non hanno dato Comunicazione alla procura e alle autorità, ritardando così le indagini, perché erano stanchi. Vi chiedo: se fosse vostro figlio e scrivessero qualcosa del genere voi come vi sentireste?».

IL PARROCO. «Sono veramente onorato di essere stato il parroco di una bella famiglia, e non dimenticherò mai tutte le volte che sono stato accolto nella loro famiglia, prima e dopo la nascita di Gioele». E’ iniziata con queste parole l’omelia dei funerali di Viviana Parisi e del piccolo Gioele. «Nessuno si è dimenticato e nessuno si dimenticherà - ha detto don Cleto d’Agostino, il parroco di venetico - qualche settimana fa la scuola dell’infanzia è stata intitolata al piccolo Gioele».

 

 

«Dopo tanta attesa, dopo che le carte hanno detto la loro Verità, dopo tanta confusione, cala il sipario ma non è la fine di tutto». «Se ci sono giornalisti vi chiederei di ricordare la preghiera - dice - la preghiera dei cristiani". E invita «a non fare polemica». «Non siamo qui per cercare delle colpe o per ribellarci davanti a questa sofferenza che tocca tutti».

«E' morta una mamma con il suo bambino. E voglio aggiungere che ogni giorno tanti bambini muoiono per aborto ma nessuno se ne accorge, nessuno indaga. Vediamo se questo i giornalisti lo scrivono» ha aggiunto don Cleto D’Agostino «non è fuori di testa chi legge la Bibbia. Ma è fuori di testa chi da giudizi gratuiti.

 

 

LA SORELLA. «Non devi giustificarti di nulla, Viviana. Non preoccuparti. Nei nostri cuori abbiamo la stella più luminosa più luminosa di tutti, Gioele che continua a correre e sognare» ha detto Denise Parisi, la sorella di Viviana Parisi durante i funerali. «E' passato un anno – ha aggiunto - e oggi posso darti il mio ultimo saluto, non preoccuparti Viviana non ho bisogno di darti voce. non devi giustificarti di nulla». Denise ha citato il Vangelo di San Matteo: «Guai a voi scribi e farisei, ipocriti che rassomigliate a sepolcri imbiancati, voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità». «Il tuo sorriso – ha continuato - si apre ancora sul tuo volto e.si illumina la tua musica la tua passione allieta i nostri cuori. Il tuo amore squarcia il buio di ogni lurido pettegolezzo ti affidiamo la stella più luminosa di tutte: nelle tue braccia che lo hanno amato e protetto fino all’ultimo. Gioele continua a vivere correre e sognare. Venite a trovarmi, venite ad abitare i miei sogni sarò lì per voi».

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