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Cronaca

Migranti, arrivi senza tregua a Lampedusa e barconi in difficoltà nel Canale di Sicilia

Nell'hoyspot, prima degli ultimi sbarchi della notte, c'erano già oltre 840 persone a fronte di una capienza di 250 posti

Di Redazione


Ancora una notte di sbarchi a Lampedusa, dove ieri con 13 approdi sono giunti 307 migranti. Sette gli interventi di soccorso che hanno visto impegnati nella notte i militari della Guardia di finanza. Intorno a mezzanotte le Fiamme gialle hanno intercettato al molo Favaloro un gommone con 17 persone a bordo, tra cui due donne, poco dopo una motovedetta sempre con i colori d’istituto ha sbarcato 13 tunisini, intercettati a cinque miglia a sud dell’isola. A distanza di mezz'ora, alle 1.30 circa, altri due arrivi al molo Madonnina: 12 e 13 uomini di varie nazionalità, tutti soccorsi dal Roan della Guardia di finanza. 

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E’ sempre un intervento delle Fiamme gialle a portare sull'isola - ed è il quinto sbarco - 28 migranti, tutti uomini e di varie nazionalità, intercettati a 4 miglia a sud di Lampedusa a bordo di due imbarcazioni di 5 metri, che sono state poste sotto sequestro. Gli ultimi due arrivi sono autonomi: in via Madonna alle 3 circa i finanzieri hanno rintracciato 15 persone, di cui 6 donne, alle 5 altri 12 migranti sono stati bloccati dai carabinieri al molo Madonnina. Tutti sono stati condotti nell’hotspot di contrada Imbriacola ormai al collasso: nella struttura, prima degli ultimi arrivi della notte, c'erano già oltre 840 persone a fronte di una capienza di 250 posti.  

Intanto continuano anche i salvataggi a largo di Lampedusa. Come comunicato da Open Arms sono stati presi in consegna dalla Guardia Costiera i 50 migranti che si trovavano alla deriva a 30 miglia da Lampedusa. Tra loro vi erano bambini e donne in stato di gravidanza. A dare l'allarme sono stati alcuni pescatori. 

Arriva inoltre un nuovo sos di Alarm Phone per 130 vite a rischio al largo della Libia. «Le persone in pericolo hanno chiamato - scrive su Twitter -, dicono di essere su un gommone bianco che imbarca acqua e va alla deriva. Hanno bisogno di soccorso ma temono di essere riportati nei campi di tortura in Libia. Autorità informate». 

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