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Cronaca

Morire a 30 anni in un tragico schianto là dove il limite è 50 km/h: Catania piange “Chicca”

Il violento impatto tra due auto in viale Africa nel quale ha perso la vita la trentenne Federica Wagner

Di Concetto Mannisi

Ancora sangue innocente sulle strade. Ancora una miriade di domande che si affastellano nella mente di chi conserva un minimo di buonsenso e che prova a comprendere - oggi - quel che è diventata questa città.

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La città degli schiaffi ai ragazzi in monopattino che percorrono la pista ciclabile del lungomare, dei monumenti imbrattati e danneggiati tanto in centro quanto in periferia, delle risse, degli accoltellamenti e delle sparatorie avvenute, come se fosse normalità, davanti ai più noti locali della movida. 

E, come è accaduto nella tarda serata di sabato, intorno alle 3, la città in cui puoi perdere la vita perché un tuo coetaneo, su cui non vale la pena sprecare aggettivi, ti finisce addosso con un’auto-bolide non per una  manovra azzardata in piena autostrada, dove l’alta velocità potrebbe essere pure consentita, ma in pieno viale Africa, dove il limite di velocità è di 50 chilometri orari.

Federica “Chicca” Wagner, trent’anni compiuti pochi giorni fa (la foto in alto, che campeggia sul suo profilo Facebook, si riferisce proprio a quel giorno), è morta così.  Stava rincasando sulla Ford Ka condotta da un amico, a sua volta finito in prognosi riservata all’ospedale Cannizzaro, dopo una serata trascorsa in tutta spensieratezza. Per motivi al vaglio della polizia municipale l’utilitaria avrebbe imboccato il tornaindietro all’altezza delle Ciminiere quando, come detto, è stata centrata in pieno e con effetti devastanti dalla Lancia Y guidata da un terzo giovane, che ha riportato fratture guaribili in trenta o quaranta giorni.
Per “Chicca”, che sedeva  là dove pare si sia registrato  il primo punto di contatto fra i due mezzi, non c’è stato alcunché da fare. Il corpo della ragazza è stato portato in obitorio e, nel pomeriggio, sottoposto ad autopsia. 

Immediati i soccorsi per gli altri due giovani. La speranza è che possano cavarsela entrambi, anche se resta l’amaro in bocca che, fors’anche con qualche controllo in più nelle ore notturne in città, una tragedia di tale portata poteva essere evitata.

 

 

Trent’anni compiuti, come detto, pochi giorni fa, Federica “Chicca” Wagner era quel che si dice una ragazza solare. Amava la vita, amava stare con gli amici e, come tutti i giovani della sua età, amava divertirsi. Laureata in Scienze della formazione all’Università Kore di Enna, aveva svolto attività di volontariato al Circolo didattico “Teresa di Calcutta” di Tremestieri Etneo, centro in cui risiedeva.

Lavorava per l’Adea Eventi e per questo era solita partecipare a feste e appuntamenti mondani riservati prevalentemente ai giovani. Gli stessi che alla notizia dell’assurda morte di Federica, diffusasi soltanto nel pomeriggio, hanno manifestato attraverso i social il proprio dolore. Mancherà a tanti, “Chicca”. A chi la conosceva bene e a chi la conosceva meno bene. Ma oggi non può fare a meno di chiedersi se sia normale a trent’anni morire così. 

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