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Cronaca

Palermo, morta dopo una dose eccessiva di chemio: bloccato patrimonio di un medico

Il provvedimento della magistratura contabile dopo le condanne penali a medici e infermieri

Di Redazione

La Sezione Giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione siciliana ha accolto la domanda revocatoria della procura regionale diretta da Gianluca Albo nei confronti dei coniugi Sergio Palmeri e Patrizia Gioè.

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Sergio Palmeri, uno dei medici condannati in sede penale dalla corte di appello di Palermo per la morte di Valeria Lembo, avvenuta all’azienda ospedaliera universitaria Policlinico «Paolo Giaccone» di Palermo. Per quella morte sono stati citati in giudizio, adesso, i medici coinvolti nella vicenda. Era il 2011 quando a Valeria, mamma 34 enne di un bimbo di sette mesi, si sottopose a quel trattamento risultato fatale.

Secondo le indagini le fu somministrato un farmaco chemioterapico in dose eccessiva, 10 volte quanto previsto dai protocolli. Secondo il nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza coordinati dalla procura contabile la creazione del fondo sarebbe servita a salvare il patrimonio in caso di accoglimento dell’azione di responsabilità amministrativa con la citazione a giudizio nei confronti del Palmeri.

La Sezione Giurisdizionale, accogliendo l’azione del sostituto procuratore generale Salvatore Ganci, ha dichiarato inefficace la costituzione del fondo patrimoniale con gli immobili di proprietà del medico. Il 19 gennaio 2022 è prevista l'udienza nel merito per accertare o meno la responsabilità dei soggetti citati a giudizio. La Procura regionale della Corte dei conti di Palermo, ha contestato, ai medici, con atto di citazione in giudizio, un danno erariale di quasi 2 milioni di euro. A Sergio Palmeri viene contestato circa un milione di euro, ad Alberto Bongiovanni 397 mila euro, a Laura di Noto 397 mila euro, ed alle infermiere Elena Demma e Clotilde Guarnaccia 49 mila euro a testa. Tutti dipendenti del Policlinico.
 

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