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Cronaca

Paura nel porto di Trapani, barca di turisti si impiglia in una boa: soccorse 29 persone

L'imbarcazione rientrava dalle Egadi quando l'elica è finita contro la segnalazione. Operazioni difficili a causa del vento e del mare mosso

Di Redazione

Ventinove passeggeri soccorsi, assistiti e trasportati, in sicurezza, a terra sulla banchina del porto di Trapani dalle motovedette della Guardia Costiera di Trapani CP 770 e CP 2114.

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Questo il bilancio ed il lieto fine di una disavventura occorsa nel tardo pomeriggio odierno all’interno del porto di Trapani, in prossimità dell’ormeggio dei mezzi navali che trasportano turisti e passeggeri per effettuare gite turistiche nell’arcipelago delle Egadi. Alle ore 18:15 circa, al rientro dalla gita turistica, un’imbarcazione con a bordo 29 passeggeri, in prossimità della banchina del porto è rimasta impigliata con le eliche nelle cime della boa di ormeggio presente in mare senza più riuscire a liberarsi. Ricevuta la chiamata di soccorso, dalla banchina militare della Capitaneria di Porto di Trapani intervenivano subito le motovedette di guardia, CP 2114 e CP 770 e, da terra, il Nostromo del porto ha allertato gli ormeggiatori ed i piloti. In pochi minuti le due motovedette affiancavano l'unità in difficoltà e, mentre la CP 2114 garantiva la cornice di sicurezza nello specchio acqueo portuale, impedendo il passaggio di altre unità navali che avrebbero potuto creare fastidio con il moto ondoso all’imbarcazione incapace di manovrare, la CP 770 ha imbarcato 15 passeggeri e ha coordinato il trasbordo di altri 14 persone su altro gommone privato nel frattempo dirottato in zona per affiancarsi in sicurezza e portare a terra tutte le persone presenti a bordo.

In circa 10 minuti, nonostante le forti raffiche di vento teso di scirocco di circa 15/20 nodi, tutti i passeggeri sono stati trasferiti in sicurezza sulla banchina del porto mentre gli ormeggiatori e la motovedetta CP 2114 continuavano ad assistere l'imbarcazione priva di governo e con le cime impigliate nell’elica fino alla definitiva liberazione dell’unità.

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