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Cronaca

Protocollo Anci, Anas e Regione per la gestione delle discariche "di nessuno"

Lo schema messo in campo è di alcune settimane fa e attende adesso l’esame e l’approvazione da parte dell’assessorato di Viale Campania e del direttore del dipartimento Calogero Foti che sta studiando le carte

Di Giuseppe Bianca

Un protocollo con Anas, Anci Sicilia e Regione per gestire il servizio dei rifiuti nelle zone che ricadono a metà strada tra un territorio e l’altro delle province siciliane, tra strade statali e provinciali, ed evitare così che "la terra di nessuno" dello smaltimento della spazzatura torni alla ribalta ogni giorno e contribuisca a disorientare il turista di passaggio che spesso va via sconcertato e meno motivato a ritornare nell’Isola.

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Per quanto possa passare come soluzione "burocratica" la proposta dell’associazione degli enti locali siciliani rimane la migliore ipotesi di lavoro in campo e torna di attualità dopo le vicende degli ultimi giorni legati alla denuncia a mezzo social di Selvaggia Lucarelli. Lo schema messo in campo è di alcune settimane fa e attende adesso l’esame e l’approvazione da parte dell’assessorato di Viale Campania e del direttore del dipartimento Calogero Foti che sta studiando le carte: «Si tratta di una soluzione di transizione- spiega il segretario generale di Anci Sicilia Mario Alvano, una interlocuzione che abbiamo avviato con il governo regionale e con Anas  che ha visto una disponibilità iniziale da parte degli interlocutori che speriamo possa tradursi in effetti concreti in tempi brevi».

Ma transizione verso che cosa, si potrà chiedere incuriosito il lettore che ancora attende la riforma dei rifiuti votata da Sala d’Ercole o la fine della gestione commissariale dei Liberi consorzi. Il passaggio intermedio, l’ennesimo, senza fine, nasce  infatti dalla sovrapposizione delle gestioni commissariali e dalle città metropolitane che spesso rimangono prive di risorse economiche aggiuntive per gestire alcuni servizi. Se l’ottimo è sempre nemico del buono serve in ogni caso l’auspicio concreto che gli enti intermedi di area vasta e di governo dei territori abbiano presto una guida espressione di un processo di scelta da parte degli elettori. Anche per sapere una volta e per tutte di chi è il torto e la ragione. E chi deve raccogliere e smaltire i rifiuti.

Alvano però non la butta in politica, bada al concreto e ai tanti sindaci che si sentono come «l’ultimo samurai» stretti nella morsa tra dinamismo, problemi quotidiani e soluzioni difficili, a partire dal sindaco dei sindaci e presidente di Anci Sicilia Leoluca Orlando: «L’accordo – chiarisce, il segretario dell’associazione dei comuni- che speriamo possa essere presto sottoscritto, consentirà più chiarezza su chi dovrà fare cosa anche nelle parti di territorio che ricadono tra un Comune e l’altro, ma soprattutto ha l’obiettivo di dare una maggiore certezza organizzativa, specialmente in una stagione difficile come quella estiva».

La patria abusiva delle discariche a sorpresa, la zona grigia in cui il buon senso civico diventa merce rara, se non rarissima, non può essere lasciata alla libera interpretazione dei cittadini e degli amministratori «non serve né il sindaco sceriffo e neanche il custode – chiarisce Alvano – i modelli possibili oggi passano dalla ottimizzazione dei controlli. Ogni discorso diventa inutile - precisa - se mancano dei meccanismi di videosorveglianza specie nei posti più frequentati da chi va a conferire i rifiuti confidando nell’impunità di essere identificato». 

Servono dunque, ed è questo poi il nocciolo della questione, risorse finanziarie supplementari per comuni ed enti locali, nelle more che la politica regionale sia in grado di fornire risposte adeguate a partire dal ritorno al voto per l’elezione di secondo grado dei vertici delle ex Province.

Anci Sicilia si dice ottimista per l’esito di questo protocollo che potrebbe dare una prima accelerazione «ci rendiamo conto- precisa Alvano- che servono soluzioni di lungo periodo, ma – chiarisce - in attesa che si possa arrivare a una via più lineare e definita, questo ci pare il percorso migliore. I sindaci vogliono metterci la faccia, ma non possono essere lasciati da soli in questioni come questa che facilitano lo scaricabarile».


 

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