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Cronaca

Quei 398 naufraghi (tra cui 110 bimbi) che da due settimane attendono un porto sicuro: «Sta finendo l'acqua potabile»

La Humanity 1 della Ong tedesca è alla fonda al largo della Sicilia. E uno dei migranti si è gettato in acqua. Il più piccolo ha 11 mesi 

Di Redazione

"Le scorte stanno finendo, anche i membri dell’equipaggio si stanno ammalando, il maltempo si avvicina". E' l’allarme lanciato dall’ong Humanity 1 a bordo della quale 398 persone soccorse nei giorni scorsi nel Mediterraneo centrale attendono ancora un porto sicuro di sbarco.

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"Siamo particolarmente preoccupati per i 55 minori di età inferiore ai 13 anni e per i 110 minori non accompagnati", spiegano dal team, ricordando che sono trascorse quasi due settimane dal primo soccorso e sei giorni dall’ultimo.

"Il diritto marittimo - conclude l’ong - obbliga i centri di coordinamento ad assegnare immediatamente alle persone soccorse un luogo sicuro". Finora sono già 18 le richieste inoltrate alle autorità competenti e rimaste senza esito. 

Ma intanto sale la tensione a bordo. Ieri una persona è saltata giù dalla nave in preda alla disperazione mentre le famiglie di tre bambini venivano evacuate per ragioni mediche dalle autorità italiane. "L'acqua potabile finirà entro la metà della settimana e anche le scorte di cibo", dicono dal team, spiegando che "i 55 bambini sotto i 13 anni e i 110 minori non accompagnati stanno soffrendo particolarmente", mentre "le malattie infettive continuano a diffondersi".

Il naufrago più giovane ha appena undici mesi. La nave umanitaria ha cercato riparo dal maltempo al largo delle coste siciliane e sono già 18 le richieste inoltrate alle autorità competenti rimaste tutte sinora senza esito. 

"La legge dice che ogni bambino che cerca protezione deve essere curato - dice Pietro di Sos Humanity adesso a bordo della nave -. I minori non accompagnati sono più a rischio e, quindi, necessitano di maggiori cure e protezione rispetto agli adulti". Molti dei bambini a bordo soffrono di febbre, diarrea e stanchezza. Anche l’equipaggio è allo stremo delle forze. "Una nave di soccorso può fornire solo aiuti di emergenza e non è progettata per prendersi cura adeguatamente di circa 400 persone per un lungo periodo di tempo - dice il capo delle operazioni navali di Sos Humanity, Till Rummenhohl -. Non solo stiamo finendo l’acqua dolce, che è già razionata da giorni, ma le malattie infettive dilaganti ora si stanno diffondendo anche tra l’equipaggio. È irresponsabile che non otteniamo un porto immediatamente". Sono trascorse quasi due settimane dal primo salvataggio dell’equipaggio dell’Humanity 1 e sei giorni dall’ultimo. Sedici persone sono state evacuate per motivi di salute lo scorso fine settimana. 

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