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Cronaca

Raffadali, l'assassino del giovane ucciso in piazza è il padre poliziotto in servizio a Catania

Risvolto shock nel delitto commesso questa mattina in piazza Progresso davanti alle telecamere di videosorveglianza del paese

Di Redazione

Risvolto shock nell'omicidio di Raffadali, nell'Agrigentino. I carabinieri hanno già identificato e bloccato il presunto assassino di Vincenzo Gabriele Rampello, ucciso con diversi colpi di arma da fuoco in piazza Progresso, nel centro del paese, davanti alle telecamere di videosorveglianza installate dal Comune. L'omicida è il padre della vittima, Gaetano Rampello, 57 anni, un poliziotto in servizio presso la questura etnea, nel reparto Mobile. E’ stato catturato mentre stava per lasciare il paese prendendo un pullman di linea diretto a Catania. L'uomo ha anche confessato: l'ammissione di colpa è stata resa davanti al sostituto procuratore di Agrigento, Chiara Bisso, che lo ha interrogato assieme al capitano Alberto Giordano, che coordina il Nor della compagnia della Città dei Templi, che lo ha poi arrestato. L'assistente capo della polizia, assistito dall’avvocato Daniela Posante, ha ammesso d’aver sparato ripetutamente al figlio. I carabinieri della compagnia di Agrigento, guidati dal maggiore Marco La Rovere, hanno ricostruito i continui dissidi familiari, anche di natura economica, fra il padre, che viveva a Catania, e figlio che, dopo la separazione dei genitori, era rimasto a vivere da solo a Raffadali. 

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L'uomo ha sparato una quindicina di colpi di pistola contro il figlio ventiquattrenne e poi si è dileguato. Come detto, però, è stato però fermato dai carabinieri della compagnia di Agrigento, coordinati dal maggiore Marco La Rovere e dal capitano Alberto Giordano, mentre saliva sull'autobus: aveva con se uno zainetto con diverse armi. Gaetano Rampello, assistente capo coordinatore della polizia di Stato in servizio al decimo reparto Mobile di Catania, era stato quasi subito notato dai carabinieri nelle vicinanze di una pensilina della stazione degli autobus dai carabinieri. Fermato e portato in caserma, dopo poche resistenze ha confessato il delitto. Per uccidere il figlio ha utilizzato la sua pistola d’ordinanza.

 

 

Il movente del delitto sarebbe da ricondurre alle frequenti liti tra padre e figlio. Il giovane infatti, pur essendo figlio di un poliziotto, aveva dato diversi problemi collezionando alcune denunce per piccoli reati fino alla settimana scorsa quando aveva ricevuto anche una denuncia più grave per stalking. Sembra che il giovane avesse anche alcuni problemi psichici. Le liti con entrambi i genitori (che sono separati) erano all'ordine del giorno. Pare che questa mattina Vincenzo Rampello avesse chiamato il padre per chiedergli del denaro (anche le richieste di soldi erano assillanti), ma mentre si trovavano faccia a faccia in piazza Progresso sarebbe scoppiata l'ennesima lite tra i due al termine della quale Gaetano Rampello ha estratto la sua pistola d'ordinanza e ha ucciso il figlio.

 

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