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Cronaca

Ravanusa, un corpo speciale dei vigili del fuoco per individuare il punto esatto dello scoppio

Dopo il recupero delle ultime due vittime della deflagrazione che ha fatto esplodere 4 palazzine provocando complessivamente nove morti, la procura è impegnata nella ricerca di una ricostruzione precisa di quanto accaduto e nell'individuazione degli eventuali responsabili

Di Concetta Rizzo

E’ necessario «capire». Come, dove e cosa abbia innescato la deflagrazione a Ravanusa che ha raso al suolo 4 palazzine e danneggiato altri 40 stabili di un intero isolato causando nove vittime (dieci se si tiene in considerazione il piccolo Samuele che avrebbe dovuto nascere oggi e che è rimasto nel grembo di mamma Selene). Una strage sulla quale si cerca adesso di fare chiarezza. «È essenziale che venga fatta luce al più presto su quanto accaduto per accertare le responsabilità. Episodi come questo non devono accadere e sono inaccettabili» ha detto il premier Mario Draghi alla Camera chiamando per nome e per età tutte le vittime e ringraziando sindaco, prefetto di Agrigento, Croce Rossa, vigili del fuoco, carabinieri e volontari. 

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Mentre le ruspe tornavano a scavare nell’area della tragedia, a 100 metri di distanza, verso valle, veniva individuato il piazzale della Chiesa Madre come il luogo dove si svolgeranno, venerdì prossimo a partire dalle 16.30, i funerali di Stato. Non si sa ancora quali saranno le autorità che interverranno per dare l’ultimo addio agli sfortunati abitanti e ai loro familiari delle palazzine che sabato sera sono state rase al suolo dall’esplosione. A Ravanusa, da oggi e fino a venerdì, è lutto cittadino. A proclamarlo è stato il sindaco Carmelo D’Angelo. Il giorno delle esequie sarà lutto cittadino anche a Campobello di Licata dove vivevano Selene Pagliarelli, 30 anni, e il marito Giuseppe Carmina di 35. 

 

 

Intanto, dopo il recupero delle ultime due vittime (padre e figlio: Calogero e Giuseppe Carmina di 59 e 33 anni), le squadre Usar (Urban Search And Rescue) dei vigili del fuoco hanno lasciato il campo. Adesso lo speciale nucleo dei vigili del fuoco di Palermo indirizzerà gli scavi per provare ad individuare l’esatto punto di scoppio. Un lavoro delicato - di cui s'è discusso durante il vertice svoltosi in Procura - che servirà per chiarire la dinamica e indirizzare dunque l’attività dei pm. L’inchiesta - sviluppata sul campo dai carabinieri - è coordinata dal procuratore capo Luigi Patronaggio, dall’aggiunto Salvatore Vella e dal sostituto Sara Varazi. La Procura di Agrigento, fin da subito, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Oggi, mentre andavano avanti le autopsie sulle salme delle vittime, il pool di periti nominati - che ha già iniziato a studiare le mappe della rete a gas metano - ha fatto accesso sui luoghi della sciagura. L’area sequestrata è di circa 10 mila quadrati. Al lavoro ci sono ancora, e così sarà anche nei prossimi giorni, le squadre dei pompieri che dovranno occuparsi delle attività di messa in sicurezza e del recupero dei beni di prima necessità delle 50 famiglie evacuate dalla zona rossa. 

Italgas ha voluto, intanto, precisare che il cantiere comunale di via San Francesco a Ravanusa, le cui immagini sono state riprese da alcuni telegiornali, siti web e quotidiani, è stato oggetto di interventi predisposti dal Comune e non da Italgas Reti. Quest’ultima, che effettua «sopralluoghi settimanali per accertare che le lavorazioni delle imprese incaricate non producano danneggiamenti alla tubazione in esercizio», ha provveduto a fornire «tempestivamente» la cartografia relativa al posizionamento delle proprie condotte. In occasione dell’ultimo controllo, effettuato lo scorso 7 dicembre, i tecnici di Italgas hanno rilevato che «lo strato di copertura delle condotte risultava regolare» e dunque «l'attuale scopertura è probabilmente da attribuire alle recenti copiose precipitazioni meteorologiche». 
 

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