Notizie locali
Pubblicità

Cronaca

Salvatore Borsellino: «Non possiamo avere fiducia nella giustizia»

«Per potere portare avanti quella scellerata trattativa, che ieri è stata dichiarata legittima, hanno spezzato la vita di Paolo e di tutta la sua scorta».

Di Redazione


 Per Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso nella strage di via D’Amelio, «ieri è stato il giorno dello sconforto» dopo la sentenza della Corte d’Assise d’appello del processo Stato-mafia che ha assolto gli ex ufficiali del Ros Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno e il senatore Marcello Dell’Utri, accusati di minaccia a corpo politico dello Stato (in primo grado erano stati tutti condannati a pene severissime); «oggi è il giorno della rabbia», dice Borsellino. 
 «E' lo scenario peggiore che potessi immaginare e che io avevo paventato già prima della sentenza di primo grado - sostiene - La trattativa c'è stata ma non è da considerare un reato». «Per potere portare avanti quella scellerata trattativa, che ieri è stata dichiarata legittima, hanno spezzato la vita di Paolo e di tutta la sua scorta - insiste - Ma questo non è uno stato di diritto, uno Stato che accetta di trattare con l'antistato non può essere considerato tale e purtroppo anche la magistratura è ormai asservita alla politica e non possiamo più avere speranza di giustizia. E’ quello che dirò ai giovani nelle scuole, li inciterò a ribellarsi a tutto questo». 

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA