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Cronaca

Salvini a Lampedusa, relax nella villa di Berlusconi

Caffè al chioschetto, tuffo a Cala Francese. "Da emergenza migranti a tutela isole minori" 

Di Concetta Rizzo

«Ma davvero c'è Salvini? Ed è solo o con Silvio Berlusconi?». Alle 9,20 Cala Francese, a Lampedusa, inizia a popolarsi di turisti e bagnanti. Prima il caffè o la spremuta al chioschetto, poi la discesa verso l'arenile. E tutti o quasi buttano l’occhio verso villa Due Palme: la casa di Silvio Berlusconi, facendo domande al barista. Il leader della Lega, Matteo Salvini, in quell'esatto momento, è in costume in giardino e passeggia perennemente attaccato al telefono. Poco prima ha fatto un tuffo e una nuotata proprio a Cala Francese. Davanti al cancello i poliziotti della Digos in attesa dell’ex ministro dell’Interno che deve raggiungere la sala del consiglio comunale di Lampedusa per incontrare la stampa e tracciare un bilancio delle 24 ore trascorse sull'isola.

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Con la «gazzella» dei carabinieri arrivano, per quello che è un faccia a faccia privato, anche il comandante provinciale dell’Arma di Agrigento: il colonnello Vittorio Stingo e il luogotenente Giuseppe Frenna che è il comandante della stazione di Lampedusa. Ad accompagnarli, il giovane vicesindaco Attilio Lucia. L’incontro in giardino dura circa 20 minuti, mentre fra i viottoli di Cala Francese aumentano i turisti curiosi di vedere uscire di casa Salvini e magari riuscire anche a strappargli un selfie. «Sarebbe bello» commenta una donna in costume da bagno. Qualcuno, ieri sera, fra il ristorante e il centro, dove Salvini si è fermato a parlare con gli isolani, è anche riuscito a strappargli una foto ricordo. 

 


 Da Lampedusa, Salvini torna a parlare dell’emergenza migranti lanciando l’idea di «un commissario straordinario, che arrivi dall’Esercito o dall’Arma dei carabinieri, per gestire flussi e accoglienza e non gravare solo sulle Prefetture e Questure che hanno tante altre incombenze». Inevitabile, per i giornalisti, pensare alla correlazione fra la visita del comandante provinciale dell’Arma di Agrigento e l’idea di un commissario straordinario. «Non ho nomi, non al momento, per il commissario straordinario, pensavo però all’esperienza di Figliuolo a livello nazionale e di Bertolaso a livello lombardo. Quando tagli la burocrazia e i passaggi intermedi e hai una sola persona al coordinamento tutto diventa più semplice». 

 


 Ma c'è un’altro cavallo di battaglia per la campagna elettorale che Salvini si intesta nel corso della sua visita. "La Lega riproporrà, nella nuova legislatura, una legge nazionale per tutelare le isole minori: Lampedusa, Pantelleria e centinaia di isole dove il carburante costa di più e dove è difficile trovare chi viene a fare il medico, il vigile del fuoco, l’insegnante. Ecco perché i sindaci delle isole chiedono che possa essere data una premialità, una precedenza ai residenti. Perché difficilmente a Lampedusa si arriva da 500 chilometri per fare il medico, l’infermiere, l’insegnante» - ha spiegato. 

Il senatore della Lega, Matteo Salvini, prima di lasciare Lampedusa, ha fatto un giro in barca per ammirare le bellezze della costa della più grande isola delle Pelagie. Ad accompagnarlo, il vicesindaco Attilio Lucia.  Il leader della Lega è poi tornato nella villa di Berlusconi.

Non una barca qualunque, non una delle centinaia e centinaia che affollano il porticciolo, il molo e i vari punti d’approdo di Lampedusa. E’ sulla «Gamar» di Vito Fiorino che Salvini, in costume bianco e azzurro, ha fatto il suo giro della costa. Si tratta del peschereccio che la mattina del 3 ottobre 2013 salvò 47 persone quando il barcone stracarico di migranti, a poche miglia dal porto, si capovolse, uccidendo 366 migranti. Altri migranti vennero salvati da altri piccoli natanti da diporto, ma fu la Gamar a recuperarne il maggior numero. Uno scafo che è rimasto nella storia dei soccorsi e dei salvataggi in extremis. 


 Prima di lasciare villa Berlusconi e tornare a Milano, Salvini si concede anche un giro in barca - per ammirare la bellezza della costa - accompagnato dal vice sindaco Lucia. Ma fa anche una promessa: «Al prossimo giro sarò a Linosa dove ci sono 400 abitanti che hanno il diritto di essere ascoltati, e andrò anche a Pantelleria». Insomma un vero e proprio tour elettorale nelle isole minori.
 

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