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Cronaca

Sbarchi a Lampedusa, vicesindaco chiede aiuto a Salvini: «Non possiamo diventare un campo profughi»

Polemiche in queste ore per la gestione della situazione su cui interviene anche l'ex sindaco Totò Martello che parla di "speculazioni sulla pelle dei migranti" 

Di Redazione

A Lampedusa si vivono giorni di emergenza a causa degli sbarchi che continuano in progressione portando attualmente il numero dei migranti ospiti dell'hotspot a 1.871, a fronte di una capienza prevista di 350. In queste ore montano anche le polemiche sulla gestione dell'emergenza.

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«Anche le forze dell’ordine sono stremate, Lampedusa non può diventare un enorme campo profughi». Il vice sindaco di Lampedusa e commissario cittadino della Lega, Attilio Lucia, torna a chiedere - lo aveva già fatto all’inizio del mese - «aiuto» al suo leader Matteo Salvini, che ieri ha chiamato dicendogli «di venire al più presto sull'isola, di darci una mano - spiega Lucia -. Abbiamo disagi enormi e il degrado è tornato all’hotspot. I migranti dormono a terra su materassini in gommapiuma, sistemati sotto gli alberi per cercare refrigerio dalle temperature roventi di questi giorni. Le condizioni igieniche sono precarie, né potrebbe essere altrimenti, visti i numeri». 

«La ministra Lamorgese si è dimostrata inadeguata. Lo dicono i numeri. Salvini è stato l’unico ad aver fermato gli sbarchi. Ecco perché hanno cercato di "farlo fuori". E poi hanno smantellato i decreti sicurezza - conclude Lucia -. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. La difesa dei confini deve tornare a essere una priorità della politica e davanti a un’Europa silenziosa e indifferente». 

Salvini non ha tardato a rispondere: «Cambio l’agenda e arrivo da voi per portare soluzioni e idee che già avevamo messo in pratica con successo» ha spiegato Salvini che sarà sull'isola il 4 e il 5 agosto.

 

 

Dice la sua anche l'ex sindaco dell'Isola e capogruppo del Pd al Consiglio comunale Totò Martello: «Continua purtroppo a crescere il numero delle vittime innocenti nel Mediterraneo, e intanto a Lampedusa continuano gli sbarchi con la differenza che, rispetto a prima, la macchina dell’accoglienza si è inceppata. I rappresentanti della nuova amministrazione comunale dell’isola, che per cinque anni hanno fatto campagna elettorale speculando sulla pelle dei migranti e prendendo in giro i lampedusani, adesso balbettano: evidentemente non sanno affrontare il tema dell’accoglienza e non sanno neppure tutelare gli interessi della comunità di Lampedusa. Questo succede quando si viene eletti sulla base di slogan vuoti e di promesse irrealizzabili». «Sono preoccupato nel leggere alcune recenti dichiarazioni - aggiunge Martello - comprese quelle del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci che ha ricominciato a parlare di "difesa dei confini": il tema della gestione dei flussi migratori è troppo serio e delicato per essere sfruttato per la propaganda elettorale. È un tema che va affrontato con un’ottica differente, bisogna avanzare proposte serie e realizzabili in grado di rendere le migrazioni 'ordinate, regolari e sicurè creando al tempo stesso le condizioni affinché ciascun essere umano possa veder rispettati i propri diritti nel luogo in cui è nato, senza essere costretto a fuggire per sperare in una vita migliore». «Ma tutto questo - conclude Martello - sembra non interessare a certa politica che pensa solo a parlare alla pancia della gente, alimentando paure ed intolleranza fino al momento delle elezioni per poi, il giorno dopo, girare la faccia dall’altra parte. Proprio come è successo a Lampedusa».  
 

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