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Cronaca

Sconcertante scoperta in una chiesa del Catanese: in una botola resti umani accatastati

Il rinvenimento, avvenuto nel corso di lavori di restauro, nell’eremo di Monte Scalpello a Castel di Iudica. Il procuratore di Caltagirone Verzera esclude ipotesi di lupara bianca

Di Gianfranco Polizzi

I resti umani di almeno una decina di corpi, accatastati l’uno sull’altro, sono stati rinvenuti ieri a Castel di Iudica in una botola all’interno dell’eremo di Monte Scalpello. Una chiesa, insomma, funzionante, nella quale periodicamente si celebrano funzioni religiose. Il luogo di culto è attualmente interessato da lavori di restauro. La macabra scoperta è avvenuta nel momento in cui il Rup, il responsabile del procedimento, l’ing. Francesco Malgioglio, ha scoperchiato il tombino. Dinanzi ai suoi occhi si è quindi presentata una scena raccapricciante. A quel punto sono scattate le procedure del caso e sono stati attivati i canali istituzionali, che hanno chiamato in causa gli enti di competenza. Un primo sopralluogo è stato effettuato dal comandante della polizia municipale, Aldo Schillaci. Dopodiché sono intervenuti anche i carabinieri della locale Stazione e un dirigente dell’Asp Catania. L’atto consequenziale è stato quello di informare la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone, competente per territorio. La botola è stata posta sotto sequestro giudiziario a carico del parroco Pietro Mannuca. 

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A questo punto si aprono diversi scenari, anche se spetterà agli inquirenti che, in base alle eventuali comparazioni del Dna, potranno accertare e, quindi risalire, all’eventuale periodo di sepoltura dei cadaveri. Si spera, ovviamente, che non siano resti umani di persone che, nel passato, siano rimaste vittime di lupara bianca. Trattasi, nel caso in specie, di supposizioni, sulle quali nessuno, al momento, potrebbe essere in grado di accertare ciò.

Gli esami scientifici e di laboratorio, sui quali vigilerà la Procura di Caltagirone, faranno piena luce su questo insolito episodio che, grazie alla professionalità del Rup è così venuto alla luce. Il sindaco del paese, Ruggero Strano, nel mantenere lo stretto riserbo, ha rivolto i suoi apprezzamenti al Rup, alla polizia municipale e ai carabinieri. «Ringrazio i carabinieri – dice il sindaco – che con operatività si sono subito resi disponibili, attivando tutti i canali istituzionali. Umanamente rimango semmai basito, sia per la scoperta, sia per le circostanze indecorose di sepoltura. Spero che il parroco non ne sapesse nulla e sia all’oscuro di tutto». 

AGGIORNAMENTO:  «Allo stato non vi sono elementi per ritenere che questi resti provengano da episodi di lupara bianca. Si tratta di resti risalenti ad oltre 100 anni addietro», ha detto all’ANSA il Procuratore della Repubblica di Caltagirone Giuseppe Verzera in merito ai resti umani ritrovati nell’eremo di Monte Scalpello. Verzera ha infine ribadito che sono in corso da parte della Procura calatina «tutti gli accertamenti necessari». 
            

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