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Cronaca

Sicilia, dopo tornado e trombe d'aria torna l'estate: ecco fino a quando

Oggi le ultime nubi saranno spazzate vie dall'alta pressione che porterà in settimana caldo recordo, ma il rischio di venti estremi è sempre in agguato

Di Redazione

Dopo il minitornado che ha fatto vittime e disastri a Pantelleria e la tromba d'aria che creato danni e disagi a Catania, torna il bel tempo in Sicilia, grazie alla risalita dell'alta pressione che riprende posizione al centro del Mediterraneo ed è pronta a regalare alla Trinacria un'altra settimana di estate.

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D'altronde siamo ancora nella bella stagione che ufficialmente finisce tra circa 10 giorni. E così il meteo in questa settimana che sta per iniziare tornerà tipicamente estivo anche con temperature molto alte che giovedì e venerdì prossimi potranno raggiungere i 36 gradi nelle aree interne e nelle città della costa sud orientale della Sicilia.

Le ultime nubi della saccatura di bassa pressione che in questo weekend ha flagellato l'Isola lasciando morti, feriti e distruzione e che ora si trovano soprattutto nella zona tirrenica saranno spazzate via nel corso della giornata di oggi lasciando spazio - come scrivono i meteorologi di 3Bmeteo - «a un campo di alta pressione in estensione dal Mediterraneo occidentale verso quello centrale».

 

 

Secondo le previsioni «il tempo risulterà quindi stabile nella prima parte della nuova settimana sulle nostre regioni e le temperature aumenteranno di qualche grado per la risalita di correnti calde dal Nord Africa all'interno dell'anticiclone, con condizioni climatiche di fatto estive».

Ma fino a quando? In Sicilia l'alta pressione dovrebbe durare una settimana esatta con nuovi nubifragi che potrebbero concretizzarsi già domenica prossima. I modelli previsionali dicono infatti che dopo questa settimana di caldo, domenica 19 e lunedì 20 potrebbero verificarsi forti temporali soprattutto nella zona orientale dell'Isola con il rischio di rivedere alcuni eventi estremi come quelli degli ultimi giorni. 

Fenomeni più tipici di altri continenti ma che ora stanno diventando sempre più frequenti perché alimentati dal Mediterraneo diventato sempre più caldo a causa dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale provocato dai gas serra.

 

 

Considerato dagli scienziati un "hot spot" climatico, il Mediterraneo è infatti spesso preda di anticicloni africani (come quelli che sta risalendo in queste ore) che ne alzano la temperatura della superficie. Diversi studi indicano nei mari italiani un aumento di circa due gradi centigradi in superfice negli ultimi 50 anni secondo quanto rilevato dai satelliti. Il mare trasferisce più calore all'atmosfera e quest'ultima non può far altro che scaricare violentemente questo surplus di energia sul territorio con piogge molto intense e venti forti. Ecco che i fenomeni meteorologici possono diventare più violenti

D'altronde nel nostro mare ci sono i cosiddetti Medicanes (Mediterranean Hurricanes), per fortuna più piccoli e meno distruttivi degli uragani atlantici, un po' perché l'acqua del Mediterraneo è meno calda di quella atlantica equatoriale e tropicale, e perch* hanno meno spazio libero da terre per svilupparsi rispetto all'Oceano.

 

 

Secondo gli esperti, la temperatura sulla Terra e sul mare è destinata ad aumentare ancora, a seconda dello scenario di emissioni di gas serra che ci troveremo ad affrontare. Ciò significa che anche gli impatti rischiano di aumentare, con fenomeni meteo più frequenti e sicuramente più violenti.

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