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Cronaca

Stalker, ecco i sei segnali da non sottovalutare mai

Il caso di Vanessa ha scosso le coscienze, ma quante altre Vanessa devono ancora cadere sotto i colpi di uomini assassini?

Di Concetto Mannisi

La mattanza continua, dunque. E Vanessa Zappalà rappresenta soltanto l’ultimo “rumoroso” esempio di quella catena di reati che vengono definiti da “codice rosso” e che riguardano la violenza di genere. Quella che in tanti dicono di voler contrastare ma dimenticando, talvolta, di far seguire alle parole fatti concreti. 
Certamente una maggiore informazione sulla questione, magari accompagnata da provvedimenti legislativi più attenti e mirati, può aiutare. Per questo riproponiamo i passaggi di un vademecum approntato per l’occasione da chi conosce la tematica, partendo dallo stalking e da sei suggerimenti da tenere presenti a fronte di situazioni ambigue:
 

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1) Evitiamo di commettere l’errore di non riconoscerlo o sottovalutarlo non rendendoci conto dei possibili pericoli a cui si potrebbe andare incontro anche accettando semplicemente molestie assillanti. Quando i tratta realmente di stalking? Quando viene meno la propria libertà personale. L’inseguimento, la molestia e la persecuzione possono essere eventi sporadici oppure essere manifestazioni ripetute di ciò che viene chiamato “stalking” o “sindrome del molestatore assillante”. L’80% delle vittime di stalking è di sesso femminile ma negli ultimi anni è in aumento la percentuale di stalking subito dagli uomini. Nel 90% dei casi esiste un rapporto di conoscenza.
 

2) Come puoi capire se sei vittima di stalking? Si differenziano due tipologie di comportamenti attraverso cui lo stalker agisce e attraverso cui puoi capire se ne sei vittima: la prima caratterizzata dai contatti, che possono essere attuati attraverso il controllo (pedinamento) o attraverso il confronto diretto (visite a casa, minacce sul posto di lavoro). La seconda tipologia di comportamenti è costituita dalle cosiddette comunicazioni intrusive ovvero da tutte quelle azioni compiute con il fine di trasmettere messaggi sui propri vissuti emotivi, sui propri desideri, risentimenti: di solito vengono inviati sms, lettere, vengono scritti murali o graffiti sotto casa. Solitamente i due tipi di comportamenti si intrecciano.
 

3) È importante capire quando si tratta di stalking o piuttosto di una singola e sporadica molestia. Tre sono le caratteristiche che ci fanno capire se la persona è vittima di stalking: a) lo stalker ha una situazione relazionale reale o immaginaria con la vittima; b) lo stalking è caratterizzato da una serie di comportamenti comunicativi o di contatto caratterizzati da ripetitività, insistenza e intrusività; c) la vittima dello stalking vive in una condizione di paura legata sia ai comportamenti dello stalker sia alla propria incolumità fisica che la porta a cambiare il proprio stile di vita.
 

4) Cerca di avere nella tua agenda il numero di un avvocato, un consultorio del tuo quartiere, uno psicologo, un’associazione contro la violenza sulle donne. Questo è utile sempre, anche se non ne avessi mai bisogno personalmente. A tal proposito occorre tenere presente che In Italia il reato di stalking è stato introdotto nel 2009 con l’art. 612 bis del codice penale: “salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque ripetutamente, con qualunque mezzo, minaccia o molesta taluno in modo tale da infliggergli un grave disagio psichico ovvero da determinare un giustificato timore per la sicurezza personale propria o di una persona vicina o comunque da pregiudicare in maniera rilevante il suo modo di vivere, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a quattro anni”. Il nuovo reato è stato concepito come un crimine contro la libertà morale. La legislazione è diretta a tutelare la vittima da tutti quegli episodi molesti e intrusivi che reiterandosi nel corso del tempo, danno origine ad uno stato di angoscia e paura. 
 

5) Non sei sola. Non si può impedire che le cose avvengano ma si può sapere come comportarsi o evitarle: a) se ti accorgi di essere spiata o controllata o se ti rendi conto che un corteggiatore sta “esagerando” nelle attenzioni che ti riserva allora la prima cosa da fare è ridurre o eliminare i contatti con la persona; b) è indispensabile non dare informazioni sulla tua privacy né al possibile stalker né alle persone a lui vicine; c) se le molestie dovessero insistere, ci si può rivolgere alle forze dell’ordine e chiedere che il questore ammonisca lo stalker. Nell’ipotesi in cui, dopo l’ammonimento, lo stalker insista con i comportamenti persecutori, allora si procederà d’ufficio nei suoi confronti. Tra l’altro è prevista l’applicazione di misure cautelari; d) le forze dell’ordine sono con te e non sottovalutano mai la tematica, inoltre puoi rivolgerti alle associazioni attive nella tua città per la difesa delle donne: ti potranno fornire consigli utili per difenderti, suggerimenti su come agire e potranno darti contatti utili di avvocati e psicologi esperti; e) in caso di necessità ti consigliamo di cambiare il numero di telefono e non utilizzare per un periodo i social network in modo da dissuadere lo stalker nel perpetuare le minacce; f) evita possibili situazioni di pericolo, ad esempio, evita di tornare a casa tardi la sera da sola in luoghi bui se lo stalker ha tentato di pedinarti; visita il sito del Ministero delle Pari Opportunità www.pariopportunita. gov.it; g) rivolgiti alle più importanti associazioni per la difesa della donna (es. Doppia Difesa, Telefono Rosa).
 

6) Sii forte e abbi fiducia in te! Più sei informata, più sei forte. La legge amplia le condanne da 6 mesi a 4 anni, e le pene aumentano se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da una persona affettivamente legata alla vittima, se succede a danno di un minore, di una donna incinta, di una persona disabile. 

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