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Cronaca

Un volo di 20 metri dal viadotto sull'A2: così sono morti due camionisti adraniti

Le vittime sono due autisti esperti: Alfredo Petrina di 60 anni e Roberto Campo di 50. Ma è polemica sulla sicurezza di quel tratto di autostrada e sulle pressioni che subiscono gli autotrasportatori

Di Salvo Sidoti

Sono di Adrano i due camionisti che hanno perso la vita nel drammatico incidente di ieri sull’autostrada  Salerno-Reggio Calabria. Si tratta di Alfredo Petrina di 60 anni e Roberto Campo di 50.

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I due lavoratori stavano facendo rientro a casa a bordo di un Tir, quando, per cause ancora da accertare, il mezzo pesante ha sfondato il guard rail ed è precipitato dal viadotto Tenza dell’A2 schiantandosi al suolo dopo un volo di una ventina di metri.

La tragedia si è verificata tra gli svincoli di Campagna e Contursi, in provincia di Salerno, i due autotrasportatori adraniti sono morti sul colpo, mentre l'incidente ieri ha creato chilometri e chilometri di coda.

Oggi invece l'attenzione è più focalizzata sulla sicurezza di quel tratto di autostrada, con il guardrail che sembra aver ceduto un po' troppo facilmente anche se ancora non si conosce l'esatta dinamica dell'incidente e la velocità alla quale viaggiava il Tir che era comunque affidato a due autisti esperti come Petrina e Campo. Sul guardrail si nota una primo piegamento nei metri  che precedono il tratto sfondato e quindi il mezzo potrebbe aver urtato più volte sulla barriera. Ma queste saranno le forze dell'ordine a ricostruirlo.

 

«Non è accettabile che si continui a morire di lavoro in questo inizio d’estate 2021 dove si comincia ad intravedere l’uscita dal tunnel della pandemia e la crescita dell’economia», hanno detto unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti,   aggiungendo che «le  morti sul lavoro di autotrasportatori sono sempre più numerose e deve essere chiaro che questi incidenti stradali sono incidenti sul lavoro».

Secondo le organizzazioni sindacali «è necessario da subito una diversa attenzione delle istituzioni sulla sicurezza. Oggi i camionisti sono sottoposti ad una pressione e ritmi di lavoro inenarrabili e per questo bisogna intensificare i controlli da parte delle forze di polizia. Sono lavoratori altamente professionali e non si può chiedere loro di violare palesemente le regole sui riposi, la pause e le ore di guida e ne sottoporli di fatto a stress psicologico inusitato, con il ricatto del lavoro e comprimendo i salari».

«C'è un tema - proseguono Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti - che riguarda la velocità di una logistica sempre più frenetica, che deve essere affrontato anche con le imprese committenti. Questi ritmi aumentano significativamente le morti sul lavoro. Al Ministero del Lavoro porteremo in discussione questi temi che dovranno avere la priorità per la sicurezza del lavoro e la sicurezza stradale». 
 

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