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Cronaca

Via Etnea, la solita folla al tempo del Covid

Strapiena di gente a spasso per i negozi  senza distanze di sicurezza e mascherine nella provincia prima in Sicilia per contagi

Di Giuseppe Bonaccorsi

Il Covid, seppure come dice il prof. Bruno Cacopardo sembra battere in ritirata e con l'Omicron potrebbe diventare finalmente meno aggressivo, non è ancora finito e continua ad esserci. La nostra provincia resta la prima in Sicilia per numero di nuovi positivi giornalieri. Ma quello che colpisce di più è il ripresentarsi di immagini che si sperava fossero finite. La foto che pubblichiamo qui sopra, fornitaci dallo stesso professore e primario di Malattie infettive del Garibaldi Nesima, mostra una immagine di via Etnea alle 20,30 del giorno di  festa appena trascorso. E dimostra e conferma che il catanese non ha imparato la lezione.

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E’ vero come scrive il  primario ieri nelle pagine del nostro giornale «che il tasso di mortalità si è molto abbassato rispetto all’anno scorso, ma continuare ad assembrarsi in una sola strada, la via Etnea per il primo  giorno di shopping natalizio conferma che il catanese continua a ritenersi spacchiusu e immortale, cosa che non è così. 
L’immagine,  ovviamente, avrà un ritorno negativo, perché con quasi 190mila non vaccinati che ancora circolano sulle nostre strade e paesi, appare evidente supporre che tra qualche settimana i positivi saliranno e così, anche se il tasso di ricoveri continua a mantenersi in ospedale in equilibrio con i dimessi, qualcuno davvero finirà in corsia..
Tra l’altro la foto dimostra che anche i ripetuti appelli del presidente della Regione, Nello Musumeci, non hanno minimamente scalfito il cittadino catanese che, ovviamente, si sta già preparando a banchetti e a un fine anno scoppiettante.

Siamo anche sicuri che l’8 dicembre  i rispetto del green pass sia stato osservato. Sicuri che tra la moltitudine di cittadini immortalati non c sia stato uno solo non immunizzato? E quante multe sono state fatte: mille, cento, nessuna?
Il professore Cacopardo si è augurato che il virus proceda verso una in endemizzazione; ma ha puntualizzato che da qui alla possibilità che il Covid batta in ritirata ci vorranno molti mesi ancora. Quindi il rispetto delle regole dovrebbe continuare ad essere primario se vogliamo uscire presto e il pià indenni possibile da questa terribile pandemia. 
Tra l’altro il caso della madre e del figlio di Paternò, entrambi vaccinati con doppia dose, e deceduti a distanza di tre giorni l’uno dall’altro, continua a dimostrare che i soggetti fragili e con comorbilità restano a rischio nonostante la copertura del vaccino. Quindi dovrebbe essere obbligo sociale di tutti i  cittadini proteggere se stessi e gl altri.
 E proprio sul fronte dei soggetti fragili continua la campagna di vaccinazione con terza dose in  tutte le case di riposo e l’Asp, attraverso i medici di famiglia, conferma che il piano sta andando avanti con buon ritmo. L’azienda  continua anche  a monitorare tutti i centri sensibili e a consigliare, per eccessiva  tutela, di evitare qualsiasi assembramento di parenti in vista del Natale in queste strutture.


In merito, invece, ai medici e infermieri non vaccinati, al momento tra i quasi 300 sanitari scoperti al lavoro dai Nas, nessuno farebbe parte della nostra provincia. Il presidente dell’Ordine dei Medici, Igo La Mantia, il 16 e 17 dicembre sarà a Roma per una riunione di tutti i presidenti degli Ordini delle regioni per fare il punto sulla nuova disposizione governativa che permetterà ai relativi Ordini di occuparsi direttamente delle procedure di sospensione degli iscritti non vaccinati senza che si debba passare dalle lungaggini burocratiche delle Asp che, ad esempio a Catania, hanno fornito con eccessiva lentezza  all’Ordine l’elenco dei medici no vax, gli ultimi dei quali sono stati sospesi soltanto a fine novembre, per solo un mese visto che l’ordinanza di sospensione scade il 31 dicembre.
 

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