Palermo, il clochard mimo e pittore ucciso per sottrargli pochi euro….

Di Redazione / 18 Dicembre 2018

PALERMO – La sua vita di giramondo amante dell’arte senza regole ne tetto si è conclusa tragicamente a Palermo. E’ stato ucciso dopo esser stato aggredito a scopo di rapina il clochard Aid Abdellah, pittore e mimo francese, 56 anni che aveva scelto di trascorrere tanti mesi a Palermo sotto i portici di piazzale Ungheria. Un giallo dai contorni ancora oscuri che gli investigatori stanno tentando di risolvere.

Ieri mattina la commessa del bar che gli offriva ogni mattina una brioche e il caffè è andata a svegliarlo, ma Aldo, così era conosciuto da tutti nella zona, non si è mosso. «L’ho chiamato più volte – ha raccontato la giovane in lacrime -. Poi mi sono avvicinata e ho visto il volto insanguinato e tutto il giaciglio in subbuglio con i pochi averi e il portafoglio aperto insieme al marsupio». E’ stata lei a chiamare i carabinieri. Gli investigatori hanno iniziato ad indagare acquisendo le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona. Il procuratore aggiunto Ennio Petrigni e il sostituto Daniele Sansone hanno disposto l’autopsia per stabilire le cause della morte. Si indaga per omicidio. Sarebbe stato aggredito ancora non è chiaro se da una o due persone.

Quasi certamente il pittore francese conosciuto da tutti per la sua mitezza non è morto per una caduta. Non era ubriaco, non beveva e non faceva uso di droghe. Aveva scelto di vivere a Palermo per il clima mite. Con lui c’era l’inseparabile Helios un gatto che portava al guinzaglio e che stava sempre al suo fianco. Il micio è rimasto con lui a vegliarlo. Poi è stato affidato ad una donna. Il clochard aveva scelto di stare in una zona di piazzale Ungheria più isolata, lontano da altri senza fissa dimora. «Aldo era un uomo buono – ha spiegato un conoscente – era ben voluto da tutti e in tanti lo assistevano e lo accudivano. Non avrebbe mai fatto male a nessuno. Un uomo educato, sempre ben disposto e cordiale».

Aveva vissuto in Puglia, poi nel Lazio e in Nord Italia. Poi si era trasferito a Palermo dove trovava conforto anche nell’azione degli Angeli della Notte, i volontari che portano pasti caldi e coperte a chi vive per strada. Aldo era uno dei tanti. Più di un centinaio nel capoluogo siciliano. «Una notizia terribile – ha affermato Giuseppe Li Vigni, della onlus gli Angeli della Notte -. Se sarà accertato che Aldo è stato vittima di un’aggressione, ci troveremo di fronte all’ennesimo caso di intolleranza verso i più deboli sfociato in una violenza inaudita. Sarebbe gravissimo per una città che si descrive sempre come accogliente e tollerante». Per il sindaco Leoluca Orlando la notizia «è segno dell’imbarbarimento dei tempi; di una società dove la violenza gratuita si accanisce sui più deboli e indifesi, sugli ultimi fra gli ultimi. Aldo aveva scelto di vivere a Palermo e aveva scelto di vivere in strada, con grande dignità e con grande delicatezza, come hanno raccontato tutti coloro che lo hanno conosciuto. Anche per questo l’Amministrazione comunale ha avviato i contatti con le autorità francesi e sta verificando se proprio a Palermo si possa dare sepoltura a quello che era a tutti gli effetti un nostro concittadino».

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