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Ponte, il mistero (buffo) dell’ultimo miglio. Un “imbuto” nel raccordo con le autostrade

Nel progetto, il raddoppio della galleria “Serrazzo” è indicato come «competenza di altro soggetto». Ma chi?

Di Mario Barresi |

Quando, durante il primo confronto a Palermo con i tecnici della Regione, qualcuno alza il ditino per chiedere «ma quest’opera chi la deve fare?» cala il gelo. «Sì, è un problema che ci siamo posti immediatamente», la risposta degli sherpa della Stretto di Messina.

Ma porsi un «problema», purtroppo, non significa risolverlo. E infatti resta irrisolto – fra montagne di carte, centinaia di studi e decine di slide illustrative – il mistero (buffo) dell’ultimo miglio del Ponte. Si tratta della galleria Serrazzo. In tutto circa 950 metri (da moltiplicare per due) di raddoppio autostradale che rientrano nei 28 chilometri di «collegamenti stradali e ferroviari» previsti in Sicilia (altri 13 chilometri sono in Calabria) per connettere il Ponte con il sistema dei trasporti delle due regioni. Nella fattispecie, il raddoppio della galleria Serrazzo, in territorio di Messina, servirà a collegare la nuova tangenziale Giostra-Ganzirri con l’innesto alle due autostrade, la A18 Messina-Catania e la A20 Messina-Palermo. In pratica, dopo il tanto agognato (e ancora molto contestato) attraversamento stabile dello Stretto.

Nelle schede utilizzate per presentare l’opera la galleria Serrazzo viene indicata con la dicitura «competenza altro soggetto».

Ma qual è questo misterioso «altro soggetto»? Stimolati dal primo indizio emerso nel confronto con il Comitato tecnico scientifico per l’Urbanistica, durante il quale sono emerse preoccupazioni sull’eventualità che la competenza sia della Regione, ci rivolgiamo all’assessore Alessandro Aricò. Che, sollecitato da La Sicilia, si prende coscienziosamente quasi un’intera giornata di tempo per «capire se quest’opera rientra nelle nostre competenze». Ma, dopo le verifiche a Palermo, l’assessore alle Infrastrutture alza le braccia: «La galleria Serrazzo non è a carico della Regione, né tanto meno del Cas». Resta da chiarire la paternità dell’ “ultimo miglio” . Congedandosi con il consueto garbo, Aricò ci apre una nuova pista: «Non rientrando nei lavori autostradali e ricadendo in territorio di Messina, potrebbe essere un’opera di competenza del Comune».

E allora giriamo la questione a Palazzo Zanca. Da dove, immediatamente, arriva la presa di distanza del direttore generale Salvo Puccio: «Per noi si tratta di un’infrastruttura sconosciuta: la prima canna è stata realizzata dal Comune ma il raddoppio non rientra nella programmazione delle opere pubbliche. Non ne sappiamo nulla: non c’è alcuna traccia del raddoppio di quel tratto negli atti in nostro possesso».Mentre, cogliendo l’occasione della visita dell’ad Pietro Ciucci nella nostra redazione per un forum sul Ponte, chiediamo riscontri ai responsabili della comunicazione della Stretto di Messina, il giallo della galleria Serrazzo si va risolvendo (ma soltanto in parte) grazie alla recente pubblicazione di alcuni atti. Il ministero dell’Ambiente, infatti, nella sezione web dedicata al progetto del Ponte, rende noti alcuni dei chiarimenti della Stretto di Messina ai 239 «rilievi» della commissione Via-Vas. Uno di questi riguarda proprio l’ultimo miglio. E risponde a due quesiti: chiarire «lo stato dell’opera “Galleria naturale Serrazzo”, definendone univocamente le caratteristiche tecniche» e specificare specificare «la connessione del tracciato stradale oggetto […] alla rete viaria esistente e/o di progetto, sia dal punto di vista programmatico che progettuale».

Ed ecco la risposta della SdM. «Allo stato attuale, la galleria Serrazzo – si legge nella relazione tecnica – è in parte realizzata, essendo stato di recente aperto al traffico un tratto funzionale (del futuro svincolo Giostra) che collega il Viale Annunziata con il Viale Giostra (in particolare è stata realizzata la sola canna destra)». Nel dossier si legge che «la galleria è attualmente soggetta a qualche limitazione di traffico in attesa del completamento delle rampe di collegamento con la A20, in corso di realizzazione, e degli impianti di sicurezza». Ma, quando si accenna alle «caratteristiche tecniche attuali», subentra l’ammissione che «esse non sono note nei dettagli» alla società, tuttavia «nella configurazione completa a doppia canna, quale ramo terminale dell’opera di attraversamento» (il Ponte sullo Stretto, ndr) questi requisiti tecnici «dovranno necessariamente essere compatibili con le prestazioni del collegamento a cui si interfacciano».

Nel documento, per chiarire la seconda questione sollevata a Roma, si dettaglia l’intero tracciato, che si collega alla rete viaria in tre punti: il mini-svincolo di Ganzirri, lo svincolo di Curcuraci e quello dell’Annunziata. Ed è da quest’ultimo che «si realizza sia il collegamento con il tratto autostradale di competenza Anas (galleria Serrazzo), sia il collegamento con il viale Annunziata del Comune di Messina». Finalmente ci siamo: l’ultimo miglio verde lo deve fare l’ Anas. E bisogna fare presto: «Dal punto di vista programmatico, per avere la completa funzionalità dello svincolo, è necessario – si legge nell’ultima parte della risposta della Stretto di Messina alla commissione Via-Vas del ministero dell’Ambiente – che i lavori di competenza Anas siano realizzati prima del termine dei lavori Eurolink». Cioè dal contraente generale, oggi più identificabile in WeBuild. «Verranno forniti, a breve, gli elaborati di fasizzazione», concludono i tecnici.

Ma serpeggia la paura che per progettare, appaltare e realizzare un’opera con i “tempi Anas” si rischia che il raddoppio della galleria Serrazzo possa arrivare dopo le più ottimistiche proiezioni sulla consegna del Ponte. Il che, precisano comunque dalla Stretto di Messina, «non inficerebbe in alcun modo il collegamento delle opere stradali che partono dal Ponte e s’innestano con le autostrade». Ma ci sarebbe comunque un effetto “imbuto”: un chilometro a corsia unica, in entrambi i sensi di marcia, fra la nuova tangenziale e l’imbocco di A18 e A20. Oggi la galleria è senza l’innesto alle strade di uscita del Ponte e mancherebbe per intero l’altra canna Un vero “tappo”, le strade alternative. Ed è per questo che, come si apprende da accreditate fonti tecniche, alla fine potrebbe essere lo stesso gruppo Salini ad accollarsi progettazione e realizzazione della galleria Serrazzo. In una sorta di “pacchetto Ponte chiavi in mano”.m.barresi@lasicilia.i

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