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Processo Thor, il figlio di Nitto Santapaola condannato in appello a 30 anni

Ma per il collegio, non è responsabile della distruzione del cadavere di Santapaola

Di Laura Distefano |

Da ergastolo a 30 anni. La Corte d’Assise d’Appello ha rideterminato, su accordo delle parti, la condanna nei confronti di Vincenzo Santapaola, figlio del capo dei capi di Catania Nitto. L’accusa è di essere stata la voce che ha dato l’ordine di uccidere il cugino Angelo Santapaola nel 2007. Ma per il collegio presieduto da Stefania Scarlata – che ha letto il dispositivo nel primo pomeriggio – non è responsabile della distruzione del cadavere di Santapaola. Il corpo, quel che restava, fu trovato in un macello a Ramacca assieme al suo guardaspalle Nicola Sedici (per questo secondo delitto Santapaola jr era stato già assolto dal gup). Il duplice omicidio grazie alle dichiarazioni dell’ex reggente di Cosa nostra Santo La Causa aveva portato in passato alla condanna all’ergastolo di Enzo Aiello. Ma poi con le dichiarazioni di Francesco Squillaci, ‘detto Martiddina’ riescono a chiudere il cerchio sul mandante, già indicato da La Causa. E con le rivelazioni del killer dell’ispettore Gianni Lizzio si fa luce su una serie di omicidi dal 1989 al 1996 rimasti irrisolti, totalmente o parzialmente.

La Corte ha rideterminato la pena nei confronti di Natale Ivan Filloramo a 30 anni. Per il resto ha confermato la sentenza nei confronti degli altri imputati, accogliendo le richieste espresse dalla pg Iole Boscarino. Per Aldo Ercolano, figlio di Pippo e già condannato per l’omicidio di Pippo Fava, il collegio ha dichiarato assorbito il periodo di isolamento di sedici mesi inflitto. Resta quindi la condanna all’ergastolo. Gli altri imputati sono: Santo Battaglia ergastolo e due anni e nove mesi di isolamento diurno, Enrico Caruso trent’anni, Giovanni Cavallaro 30 anni, Orazio Benedetto Cocimano 30 anni, Angelo Marcello Magrì 30 anni, Aurelio “Lello” Quattroluni ergastolo con isolamento di 1 anno e 9 mesi, Giuseppe Raffa (collaboratore) 6 anni, Nicolò Roberto Squillaci 30 anni. Alcuni imputati sono stati condannati a rifondare le spese processuali delle parti civili costituite. La Corte d’Assise d’Appello si è data 90 giorni per depositare le motivazioni.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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