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Aci S. Antonio, per la ricostruzione post sisma interdetti funzionaria comunale e un geometra. Inchiesta con 42 indagati

I reati ipotizzati sono corruzione, falso in atto pubblico e truffa

Di Redazione |

Sono due le misure interdittive emesse nei confronti di Rosa Mammino geometra e funzionaria del Comune di Aci Sant’Antonio e coordinatrice dell’ufficio sisma e Rup per l’approvazione e liquidazione delle domande di contributo presentate ai sensi degli articoli 6 e 7 dell’Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile e di Angelo Patanè geometra libero professionista. La decisione, emessa dal Tribunale del Riesame, dopo il ricorso della procura al rigetto delle misure cautelari da parte del gip risale – come già pubblicato da La Sicilia – allo scorso ottobre. Ma i pm hanno emesso l’avviso di conclusione indagini, che è stato notificato a 42 indagati.

Corruzione, truffa e falso in atto pubblico

I destinatari dei provvedimenti sono stati rispettivamente sottoposti alla misura cautelare interdittiva della sospensione dell’esercizio di un pubblico ufficio o servizio per la durata di mesi dieci e del divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale per la durata di mesi sei per corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità e soppressione, distruzione e occultamento di atti veri.

Le indagini dopo le denunce

Le indagine dei carabinieri sono state avviate dopo le denunce presentate da due imprenditori nei confronti del sindaco pro tempore del Comune di Aci Sant’Antonio (Santo Caruso) e del funzionario comunale Mammino, in servizio al Terzo Settore lavori Pubblici-Protezione Civile, accusati di supposte condotte corruttive e di illeciti nella gestione e affidamento di lavori pubblici e nell’assegnazione di contributi stanziati dall’Ente comunale in favore di privati e associazioni. La complessa attività d’indagine, iniziata nel 2019 e protrattasi sino al 2023, compiuta attraverso intercettazioni telefoniche e tra presenti, acquisizione di documentazione, perquisizioni e sequestri, sommarie informazioni testimoniali, ispezioni presso alcune abitazioni destinatarie dei contributi e consulenze tecniche, consentiva di portare alla luce un trasversale sistema illecito nella gestione dei contributi per la ricostruzione post–sisma nel quale risultavano pesantemente coinvolti, a vario titolo, pubblici amministratori, funzionari comunali, privati cittadini richiedenti il contributo per il pronto ripristino delle abitazioni danneggiate dall’evento tellurico, nonché tecnici di parte.

Il contributo statale indebitamente percepito

In particolare, è emerso che la funzionaria comunale attraverso il compimento di atti contrari ai suoi doveri d’ufficio, avrebbe fatto ottenere a privati cittadini l’indebita elargizione del contributo statale stanziato per il pronto ripristino delle abitazioni danneggiate dal sisma, ottenendo in cambio unaremunerazione economica, consistente in una quota del compenso corrisposto al tecnicodi parte geometra di cui la stessa si sarebbe avvalsa, quale suo prestanome La stessa funzionaria comunale, attraverso il compimento di artifizi e raggiri e con il contributo offerto da pubbliciamministratori, funzionari comunali e dal titolare dell’impresa affidataria dei lavori, sarebbe stata destinataria dell’indebita corresponsione di contributi per il ripristino della propria abitazione. Altri elementi sono emersi anche anche nei confronti dell’ex sindaco e dell’ex vice-sindaco che si sarebbero resi responsabili di condotte fraudolente finalizzate a far ottenere l’indebito contributo in favore di privati i cui immobili non possedevano i prescritti requisiti previsti dall’ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile 566/2018.

I verbali di giunta falsificati

Gli approfondimenti investigativi hanno permesso, inoltre, di accertare plurimefalsificazioni dei verbali di giunta e delle relative delibere adottate, in quanto i componenti della giunta comunale di Aci Sant’Antonio, in concorso con il segretario comunale, nelcorso dell’anno 2019 avrebbero attestato, non conformemente al vero, la presenza dialcuni di loro a sedute alle quali n realtà non avevano partecipato, trovandosi in altrelocalità per impegni personali. Sono stati accertati, infine, a carico di funzionaricomunali e di titolari di imprese affidatarie di lavori pubblici, diversi illeciti commessi nei lavori di ripristino del manto stradale, a seguito di condotte fraudolente poste in essere ai danni dell’ente comunale, un connesso traffico illecito di rifiuti derivante dall’omesso conferimento in discarica del fresato di asfalto (rifiuto speciale non pericoloso) proveniente dai lavori di scarifica del manto stradale; fresato d’asfalto che sarebbe stato indebitamente conferito ad esclusivo vantaggio di un’impresa localericonducibile alla funzionaria operante nel settore della movimentazione terra, in violazione delle norme in materia ambientale. Agli indagati, che nel complesso sono 42 (quarantadue), è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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