2 gennaio 2026 - Aggiornato alle 15:27
×

Riina junior spavaldo sui social, don Ciotti: «Non dobbiamo permetterglielo»

Il figlio del defunto boss di Corelone aveva postato un buon Ferragosto cambiando il nome della strada intitolata al giudice Terranova

Redazione La Sicilia

18 Agosto 2024, 15:32

3257b05b5f39fb8ec0fceea950822314

Salvatore Riina junior

«Non se lo dovrebbe permettere. Ma se lo fa, con l’arroganza che da sempre contraddistingue il modo di agire mafioso, siamo noi a non doverglielo permettere. A dover alzare le nostre voci per sovrastare la sua. Mi riferisco all’uscita infelice di Salvo Riina, figlio terzogenito del boss Totò Riina, che ha mandato pubblici auguri di Ferragosto a chi lo segue da "via Scorsone", la strada di Corleone dove a lungo ha abitato la sua famiglia». Lo scrive don Luigi Ciotti sui social, sottolineando che si tratta di una strada «della quale evidentemente ritiene di detenere la proprietà, tanto da sceglierle il nome».

«Quella via infatti - ricorda il presidente di Libera - da molti anni è intitolata alla memoria di Cesare Terranova, un bravo e tenace magistrato, fra i primi a combattere i crimini dei "corleonesi". Fra i primi, anche, a finire vittima della sanguinaria vendetta dei boss, morendo 45 anni fa in un agguato insieme al fedele agente di scorta Lenin Mancuso. Quella di Riina junior non è una innocua «battuta» e non va sottovalutata, complice la pigrizia di questi giorni di vacanza, che rischia di trasformarsi in un inaccettabile torpore delle coscienze. La sua frase manda infatti un messaggio preciso: Corleone è ancora "cosa nostra», le regole qui le facciamo noi».

Si tratta di un atteggiamento, scrive ancora don Ciotti, «da cui nascono le minacce, ancora più preoccupanti, rivolte nei giorni scorsi al magistrato minorile palermitano che si occupa di allontanare i figli della mafia dalle influenza negative delle famiglie. Il suo ruolo, che in passato fu svolto con passione da Francesca Morvillo, è delicatissimo e prezioso. Perché anche i figli, per molti mafiosi, sono in fondo delle 'proprietà': un investimento sul futuro dei propri affari criminali. La sfacciataggine di Salvo Riina ci dimostra purtroppo - conclude - quanto conti l’impronta educativa che un ragazzo riceve, nel bene o nel male, in uno contesto familiare di quel tipo».

E si registrano altre reazioni in seguito all'atteggiamento di Riina jr sui social. «Noi sindaci dell’Unione e dell’Area interna del Corleonese, del Torto e del Simeto esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà al sindaco Walter Rà e alla sua comunità di Corleone. Formuliamo con fermezza condanna alle dichiarazioni spavalde rilasciate dall’erede di Riina, risultato di una evidente e arrogante cultura mafiosa, dichiarazioni che riteniamo offensive rispetto ai valori rappresentati e trasmessi da quanti hanno dato la loro vita nella lotta alla mafia in difesa e a tutela della legalità e dello stato democratico». Lo dice il presidente dell’area interna Vito Filippo Barone, sindaco di Ciminna.