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Il caso

Riposto, “Negata l’Eucarestia a mia madre disabile”. Ma il parroco smentisce

A denunciare il fatto è stato Maurizio Buscemi Bongiorno cerimoniere al Comune

Di Mario Previtera |

Non riesce a trattenere le lacrime Maurizio Buscemi Bongiorno, cerimoniere al Comune di Riposto che pubblicamente denunciato l’atteggiamento irrituale del parroco della chiesa Maria Santissima del Carmelo, Daniele Raciti, che domenica scorsa, in occasione della Divina Misericordia, avrebbe negato alla madre, affetta da una grave disabilità psichica, la somministrazione dell’Eucarestia.

La donna, di cui il figlio è tutore, attendeva l’arrivo a domicilio del ministro straordinario per darle l’ostia consacrata, salvo poi apprendere da quest’ultimo che il parroco non avrebbe dato il proprio assenso. «Un sacerdote che nega la Comunione è assolutamente inaccettabile, oltre che discriminatorio – dice Buscemi Bongiorno -. Ho ritenuto quel gesto ingiusto, irrispettoso di una donna ammalata che è rimasta profondamente delusa. Per questo, addolorato, non ho esitato un istante a denunciare l’accaduto al vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, alla congregazione per il clero, oltre che alla Santa Sede, auspicando l’apertura di una istruttoria per approfondire quanto accaduto. Ritengo che i parroci abbiano il dovere di cercare gli ammalati, la cura delle anime che consiste nell’assistenza spirituale, è una responsabilità del parroco». Il cerimoniere, ovviamente, auspica che simili fatti non si ripetano più e che vengano presi provvedimenti seri per garantire il rispetto e la piena inclusione di tutti i fedeli, indipendentemente dalle loro condizioni fisiche o mentali.

Dal canto suo, don Daniele Raciti, smentisce con forza l’accusa contestata: «Non vi è stata alcuna negazione, nessuna proibizione. Ma soprattutto non c’è stato alcun rifiuto, sarebbe stato grave per un sacerdote. Ho personalmente somministrato alla signora, purtroppo affetta da una grave disabilità psichica, la Comunione. L’ho fatto per anni. Quanto accaduto credo sia il frutto di una spiacevole incomprensione, spero non voluta deliberatamente per screditarmi. Ho semplicemente riferito al ministro straordinario – peraltro non ufficialmente istituito, ma nominato “ad actum” – che sarei andato di persona, presso l’abitazione della signora, nel caso in cui mi fosse stato espressamente richiesto dal figlio. Tutto ciò non è accaduto. Ho ribadito al ministro straordinario che, non essendo istituito, non poteva svolgere tale incarico; la richiesta per la somministrazione dell’Eucaristia andava fatta a me. Peraltro occorreva organizzare nei minimi dettagli anche l’incontro a domicilio. L’Eucarestia è un sacramento di coloro che sono nella piena comunione della Chiesa, non è mica una caramellina. Tutto il resto sono solo gratuite accuse che respingo nettamente».Il vescovo Raspanti, tramite il proprio ufficio di comunicazione ha fatto sapere di «essere a conoscenza della vicenda avvenuta, oltretutto, mentre il parroco Raciti è fuori sede. La versione fornita dal parroco del Carmine non coincide con quella di Buscemi, si rende pertanto necessario approfondire in piena serenità».

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