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Sballo e “droga dello stupro”: è allarme anche in Sicilia. E a Catania un bicchiere potrebbe segnalare miscela di sostanze

Un turista a Noto è stato fermato dalla polizia con il pericoloso liquido. Un tossicologo sta cercando di mettere a punto un brevetto

Laura Distefano

28 Luglio 2024, 16:10

Droga dello sballo

Droga dello sballo

One shot. One shock. Una serata in discoteca e un bellissimo pool party possono diventare una maledetta trappola. È tornato, anche in Sicilia, l’incubo delle “droghe da stupro”. Queste sostanze sono chiamate così perché, purtroppo, molte (troppe) volte sono utilizzate con l’obiettivo di avere un rapporto sessuale non consenziente. Insomma di violentare. «Viene assunto quasi esclusivamente per via orale, di solito mescolato con delle bevande come il succo d’arancia allo scopo di mascherarne il gusto salato». Gli effetti - come è spiegato nei report antidroga pubblicati nel sito del Ministero dell’Interno - sono infatti «sedativi, ipnotici, dissociativi». E inoltre può «causare amnesia». Le vittime «pur restando coscienti, sono totalmente incapaci di reagire e, successivamente, fanno molta fatica a ricordare che cosa è successo». Queste sostanze «si trovano sotto forma liquida dall’odore leggermente pungente ed anche sotto forma di polvere bianca cristallina».

Qualche giorno, fa, esattamente il pomeriggio del 18 luglio scorso i poliziotti del Commissariato di Noto, nel Siracusano, hanno sequestrato una modesta quantità di “droga dello stupro”. Gli agenti, guidati dalla dirigente Amelia D’Angelo, stavano svolgendo un controllo del territorio in una via della cittadina barocca. I poliziotti hanno fermato una Ford per un classico accertamento, ma il conducente è apparso immediatamente nervoso. Un atteggiamento che ha insospettito gli agenti che hanno deciso di effettuare approfondimenti e anche una perquisizione personale. Il turista, di origine australiana ma residente a Milano, è stato trovato in possesso di un contenitore di colore blu con una polvere di color marrone. Da una primissima analisi è risultata essere una di quelle sostanze stupefacenti sintetiche. I poliziotti però non hanno concluso l’operazione e hanno passato al setaccio anche l’automobile. Ed è qui che hanno trovato un altro contenitore con la polvere marrone e un flacone con la pipetta contagocce con un liquido trasparente che è risultata essere Ghb, (gamma-idrossibutirrato o acido gamma-idrossibutirrico) che assieme al Gbl (gamma-butirrolattone), il Bd (Butanediolo), e taluni tipi di benzodiazepine tra cui, in particolare, il Flunitrazepam, comunemente noto come Roipnol e la Ketamina, sono classificate “rape drugs”. La prima apparizione di queste sostanze risale al 1990 negli Stati Uniti nella scena “Tecno” e poi si è diffusa ultimamente in Europa.

Gli acquisti si fanno solitamente sui siti e-commerce e nel dark-web.
«Viene definita anche droga da stupro il Ghb gamma-idrossibutirrato. Questa sostanza ha effetti molto simili a quelli dell'alcol. In Italia la vendita è autorizzata dall'Aifa come farmaco utilizzato per curare l'alcolismo e anche la depressione clinica e l'insonnia. Si è visto che ingerito a dosi incontrollate può provocare perdita di coscienza, dei freni inibitori e amnesia per un tempo che va da 15 minuti a circa 45 minuti, un tempo utile per far sì che una vittima possa essere sia violentata o abusata in qualsiasi modo senza aver alcun minimo ricordo di quel momento», così Cristian Fioriglio, biologo e tossicologo forense.

«Questa droga è comunemente utilizzata – aggiunge - come polvere che viene dissolta nei cocktail delle vittime che si vogliono adescare». Il tossicologo forense spiega che «è molto potente e potrebbe diventare anche pericolosa e a seconda della reazione del soggetto anche letale. Infatti se assunta a dosi elevate può provocare convulsioni, coma, e infine anche la morte. Questi effetti, come già sottolineato, si diversificano da persona a persona e sono dose-dipendenti. Stiamo parlando di una droga che purtroppo è facilmente reperibile nel territorio», aggiunge. Fioriglio ha cercato di mettere le sue conoscenze di biologo a servizio delle potenziali prede. «Ho progettato il bicchiere antistupro che è ancora in fase di brevetto proprio per consentire anticipatamente a coloro i quali volessero bere un cocktail di capire se fosse stato miscelato con queste sostanze. Il progetto era stato anticipato anche alla procura etnea». Nella sua esperienza di consulente processuale qualche anno fa ha lavorato a un caso molto delicato di una ragazza catanese dipendente di un famoso vettore crocieristico che durante il festino organizzato per la sua assunzione subì abusi dai suoi stessi colleghi dopo essere stata drogata. «Purtroppo per ignoranza dei sanitari che al pronto soccorso la visitarono fu persa la possibilità di prelevare una provetta di sangue per le analisi tossicologiche, oltre a non aver fatto alcun tampone cervice vaginale per acquisire uno o più profili di Dna dei violentatori». Il processo è in fase di dibattimento e il legale della parte offesa ha nominato Fioriglio che «tramite l'esame del capello spera si possa risalire alla presenza del Ghb». Da questa vicenda Fioriglio ha voluto stilare delle linee guida "protocollo rosa" da destinare e diffondere a tutti i presidi sanitari di pronto soccorso per conoscere le modalità di approccio in casi del genere. Anche in questo caso «portai il protocollo al procuratore Carmelo Zuccaro e al procuratore aggiunto Marisa Scavo che coordinava il settore del “codice rosso”».