Schiaffeggiato chiede vendetta. Ma poi scopre che è stato il boss
Ciccio Russo, ritenuto ai vertici di Cosa nostra catanese, nell'estate del 2022 ha preso a sberle una persona sotto casa, in via Delle Olimpiadi
L'innominabile Ciccio Russo è un fumantino. Il boss dei boss di Cosa nostra catanese – almeno così lo descrivono gli investigatori dello Sco della squadra mobile e i pm della Dda etnea che hanno condotto l’operazione Ombra – non ci pensa due volte a usare la violenza per necessità.
Lo ha dimostrato già nella sparatoria della zona dei centri commerciali di San Giovanni La Punta quando per una banale discussione è finita a pistolettate.
Nell'estate del 2022 è arrivato a schiaffeggiare una persona sotto casa, in via Delle Olimpiadi. Un diverbio in strada ha fatto scattare la “pizza” in faccia. La discussione però è precipitata, causando addirittura il coinvolgimento di “nomi” di peso della famiglia Santapaola-Ercolano.
La vittima - legata per varie ragioni a Salvatore Ercolano, fratello di Mario, e Salvatore Iudicello - si è rivolto a quest'ultimo per avere «un intervento a sua tutela» e confidando che il picchiatore avrebbe avuto interessi nel cantiere vicino la sua abitazione. Iudicello assieme a Francesco Cacia, all'epoca vertice della squadra di Cibali, e Daniele Strano, leader del gruppo della Stazione, sono andati dagli operai di via Delle Olimpiadi intimandogli di sospendere i lavori: «Smetti di lavorare, mbare, smettete di lavorare perché ce la prendiamo con voi, smontate. Gli dici che scenda a Cibali a questo malandrino, e di venire con chi deve venire! Smontate!».
A quel punto Iudicello ha chiamato direttamente il destinatario degli schiaffi, spiegandogli: «…Si deve chiudere lì la cosa! […] dobbiamo fare un passo indietro». Il santapaoliano comunque ha consigliato all'uomo di rivolgersi a Salvatore Ercolano, visti i suoi rapporti: «Stasera vai da Salvuccio… glielo dici domani, gli spieghi la situazione, gli dici: "È venuto Ciccio Russo, quello che cammina con tuo cugino Ciccio..». Napoli, che è stato poi arrestato a settembre 2022, ha sangue Ferrera “cavadduzzu”. La terza famiglia della dinastia di Cosa nostra catanese.