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Strage di Altavilla Milicia, il paese sotto choc: casa Barreca diventa la villetta dell’orrore

Il sindaco, Giuseppe Virga, ha sospeso tutti gli eventi previsti per il Carnevale e programmato il lutto cittadino nel giorno dei funerali delle vittime

Di Alfredo Pecoraro |

«Dio è con noi», è la frase che ripeteva spesso Giovanni Barreca alla moglie Antonella Salamone e ai figli Kevin, Emanuel e Miriam, quest’ultima la sola sopravvissuta alla strage di Altavilla Milicia. La villetta dell’orrore, dove sono stati trovati i tre corpi, si trova in campagna, a soli 4 minuti dal centro della cittadina, appena una trentina di km da Palermo. Ottomila abitanti, d’estate il numero triplica per i turisti e i villeggianti che scelgono questa zona per le vacanze.

Via Reggia trazzera marina di Granatelli costeggia i monti, è larga appena dieci metri: la villetta ha tre piani, poco rifinita nella parte esterna, intorno c’è un giardino con alberi d’ulivo. A pochi passi c’è l’abitazione di Pascale Bollaf, la donna di origine tedesche ascoltata dagli investigatori, che ha svelato alcuni particolari familiari.

La vicina di casa

Dopo avere trovato i corpi dei due figli, nella notte i carabinieri hanno fatto irruzione anche nella villetta della vicina perché sentivano dei lamenti provenire dall’interno. Hanno sfondato la porta. Hanno trovato una gatta in calore, nel giardino altri settanta gatti. «Sono amante di questi animali, per colpa dell’irruzione una quindicina di loro è scappata», protesta la donna. Per diverse ore è rimasta a parlare con gli investigatori: nel freezer della sua casa i carabinieri hanno trovato i resti di un gatto, che la donna spiegherà di avere congelato su richiesta, documentabile, dell’Istituto zooprofilattico di Palermo per sottoporre il cadavere ad esami di laboratorio facendo parte di una colonia.

«Frequentavo la famiglia Barreca, almeno fino a quando Giovanni ha cambiato atteggiamento con me; a quel punto Antonella non veniva più da me. Giovanni mi sembrava diabolico, avevo paura di lui. Parlava del diavolo, una volta spense la luce di una madonnina che avevo nel mio giardino, perché diceva che esisteva solo Dio – racconta la donna – Diceva che i gatti sono il diavolo. La bambina più piccola parlava poco, Kevin amava gli uccelli, Miriam molto riservata. Antonella era una brava persona, mi raccontava che il marito la picchiava. Lei non stava bene ad Altavilla Milicia, voleva tornare a Novara».

In Piemonte la famiglia Barreca ha vissuto per molti anni. La nonna e la zia della vittima, Elisabetta Cassano e Salvina Licata, arrivati nel luogo della strage, raccontano che la famiglia si era trasferita ad Altavilla cinque anni fa. Con loro fino a qualche tempo fa aveva vissuto anche la madre malata di Giovanni Barreca, poi ricoverata in una casa di cura a Palermo. «Ero stata da loro per qualche giorno, litigavano a volte. Sono andata via perché non c’era una situazione serena; l’ultima telefonata con Antonella risale a una settimana fa», dice la nonna.

«Avevano problemi economici, ma non potevamo immaginare una tragedia del genere. Giovanni frequentava la comunità evangelista, andava spesso a Bagheria. Faceva il muratore e l’operaio, i soldi non bastavano mai. Lei invece faceva la badante», aggiunge la zia.

Ad Altavilla il sindaco, Giuseppe Virga, ha sospeso tutti gli eventi previsti per il carnevale e programmato il lutto cittadino nel giorno dei funerali delle vittime.

Incontri di preghiera

Per Gaspare Basile, pastore evangelico ad Altavilla Milicia, «la famiglia non frequentava alcuna chiesa evangelica, facevano incontri privati di preghiera e di letture delle Scritture a casa loro, credo con altre persone».

A confermarlo è la vicina di casa: «Sì, sentivo che pregavano in casa, Antonella mi raccontò che volevano costruire una piccola saletta all’interno della loro villetta per questi incontri». Agli investigatori ha detto pure di avere visto nella villetta di Barreca intorno all’ora di pranzo di ieri un uomo con uno zainetto sui quarant’anni. Del marito, invece, non aveva notizie: giovedì scorso lo chiamò perché vide i panni volati per strada: «Non mi rispose, Antonella non li avrebbe mai lasciati per terra dopo averli stesi».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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