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Stupro alla Villa Bellini, giudizio immediato per i due minorenni. Udienza a settembre

I due ragazzini, ora all’Ipm, sono accusati di far parte del branco che ha abusato della ragazzina che era nel parco comunale assieme al fidanzatino 17enne. Cinque maggiorenni in udienza il 24 settembre

Laura Distefano

13 Luglio 2024, 16:56

Stupro villa Bellini

Data fissata. La gip del Tribunale dei minorenni, Aurora Agata Russo, ha detto sì alla richiesta della Procura minorile di giudizio immediato per i due giovanissimi egiziani coinvolti nello stupro subìto da una tredicenne nei bagni della Villa Bellini a fine gennaio scorso. I due ragazzini, entrambi al momento detenuti all’Ipm, sono accusati di far parte del branco che ha abusato della ragazzina che era nel parco comunale assieme al fidanzatino 17enne. Uno dei due imputati minorenni è ritenuto uno degli autori materiali della violenza sessuale, l’altro invece è un maggiorenne per cui procede la magistratura ordinaria, mentre l’altro è tra quelli che hanno bloccato il fidanzatino della vittima e hanno “spiato” gli abusi sessuali. Il primo è stato incastrato anche dal Dna trovato negli indumenti intimi dell’adolescente che stava facendo una passeggiata nel giardino dedicato al musicista catanese.

L’avvocato Gianmarco Gulizia, che assiste il secondo minorenne, ha già annunciato che procederà con il rito ordinario e non chiederà giudizi alternativi. L’udienza d’apertura del processo davanti al Tribunale dei minorenni il 17 settembre. Il decreto è stato notificato anche alle parti offese, cioè la ragazza violentata e il fidanzatino, che sono stati auditi attraverso l’incidente probatorio.

Il processo nei confronti dei cinque maggiorenni, invece, comincerà il 24 settembre. Anche in questo caso il gip ha accolto la richiesta della pm Anna Trinchillo e del procuratore aggiunto Sebastiano Ardita (coordinatore del pool “codice rosso”) di procedere con il giudizio immediato. Vedremo se i difensori chiederanno riti alternativi: forse il penalista che assiste l’unico ai domiciliari che ha collaborato e permesso di identificare i complici. Anche se ha sempre detto di essere lì per caso e anche di aver cercato di bloccare la violenza.