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Cronaca

«Un pentito al telefono mi ha detto che la mafia mi vuole uccidere»

Di Redazione |

Prima alcuni messaggi sui social e poi la telefonata di un uomo he ha detto di essere un pentito e che lo ha avvertito che la mafia stava preparando un agguato per ucciderlo. Lui è Gianluca Maria Calì, imprenditore di Altavilla Milicia che ha denunciato l’accaduto ai carabinieri ai quali ha consegnato la registrazione del colloquio con il misterioso personaggio che ha raccontato al telefono all’imprenditore di aver avuto tra le mani una pistola pronta per essere usata contro di lui; un’altra arma era stata consegnata a una persona a Milano «per fare un regalo alla famiglia mafiosa di Bagheria ed eliminare il numero uno degli sbirri», come negli ambienti mafiosi sarebbe chiamato Calì.

L’imprenditore ha subito minacce e l’incendio di alcuni mezzi parcheggiati nel piazzale della sua rivendita di auto usate. «Il pentito – dice l’imprenditore – mi ha contattato tramite i social con un profilo falso e utilizzando uno pseudonimo. Ha detto che mi stima e come me, ora che si è pentito, vuole eliminare la feccia mafiosa. Dopo avermi dato qualche informazione ci siamo sentiti per telefono e si è presentato. Mi ha riferito cose che conosceva personalmente, come alcuni dettagli sull’incendio che ho subito e sui mandanti. Mi ha detto che quando l’hanno arrestato gli hanno sequestrato anche una pistola calibro 45 con 7 proiettili auto esplodenti. Un’altra l’aveva consegnata a una persona a Milano, dove io vado spesso, per farmi fuori e allontanare i sospetti. Lì difficilmente si sarebbe pensato a un attentato mafioso».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA