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Il paesaggio luogo fisico e del “sentire”: a Samantha Torrisi il premio “Save the Planet”

Riconoscimento all'artista catanese nell’ambito della VII edizione del Concorso Nazionale di “Arte Attuale EneganArt”

Di Grazia Calanna |

«Il paesaggio per me non rappresenta solo un luogo fisico, ma è il tempo del mio immaginare, del mio sognare e soprattutto di un “sentire” che si crea durante la pratica costante della pittura». Parole di Samantha Torrisi (nella foto di Calogero Ricciardello), artista catanese vincitrice del Premio speciale “Save the Planet” nell’ambito della VII edizione del Concorso Nazionale di “Arte Attuale EneganArt” promosso dall’azienda green toscana Enegan e finalizzato a promuovere i migliori talenti sulla scena contemporanea.

“Luci nel buio” il tema di questa edizione da “leggere” come un invito a guardare oltre le difficoltà del presente e considerare arte e bellezza fonti di ispirazione e speranza. Un tema per un esplicito interrogativo: cos’è che non permette di farci passare all’azione, cos’è che ci rallenta in una transizione ecologica urgente? La paura del futuro è la risposta emersa. In tal senso l’opera di Samantha Torrisi, “Finché non scomparve la paura”, è stata considerata la più calzante quanto rispondente alle intenzioni del progetto culturale.

Per quali ragioni ha scelto di presentare l’opera “Finché non scomparve la paura”?

«Perché l’ho ritenuta particolarmente attinente al tema che sentivo molto mio – dichiara la Torrisi -. Nei miei lavori utilizzo spesso questa chiave di lettura e metaforicamente questo concetto è espresso anche attraverso la rappresentazione della nebbia nei miei paesaggi in cui l’atmosfera, nebbiosa e spaesante, moltiplica le letture e gli itinerari, diventando luogo di un’epifania che apre alla costruzione di nuovi futuri possibili. Il punto di vista dello spettatore si identifica con quello dell’opera, e inizia il suo inquieto percorso consapevole della propria ricerca».

Ricordiamo che, tra la fine del 2023 e gli inizi del 2024, la Torrisi è stata (anche) tra gli artisti finalisti del Premio “Arteam Cup” a Savona ed è attualmente presente in diverse mostre in corso: è protagonista con Ivan Terranova della bipersonale “After the human colonialism” che riflette sull’antropocentrismo e sull’ambiente (alla Galleria “Lo Magno” di Modica, fino al prossimo 29 febbraio); è presente nella collezione permanente del “Museo delle Trame Mediterranee” e nella mostra (inaugurata lo scorso 14 gennaio), in occasione del cinquantaseiesimo anniversario del terremoto, alla Fondazione Orestiadi di Gibellina con le opere realizzate durante la residenza d’artista (fino al 24 marzo); alla Galleria Regionale di Palazzo Bellomo, a Siracusa, per la mostra “Messaggi. Antonello Contemporanei” in cui le opere di otto artisti contemporanei dialogano con quelle all’interno delle sale del museo e con l’opera di Antonello da Messina sul tema dell’Annunciazione (fino al 31 marzo).

«Attraverso il video e la fotografia, ricreo paesaggi che sono già dentro me e che poi prendono vita sulle mie tele per poter essere visti anche dagli altri. Per saper vedere i miei dipinti, però, bisogna affinare la “vista”, nel tentativo di una messa a fuoco in cui spesso fa fatica anche l’obiettivo della macchina da presa. Oltre la percezione visiva meccanica e realistica, bisogna che la vista si faccia tutt’uno con il sentire interiore. Ogni lavoro nasce da un processo e un’elaborazione interiore: una storia vissuta, la suggestione di un ricordo o di una musica, la memoria di un luogo, il verso di una poesia, la reazione a un momento storico e sociale. C’è sempre qualcosa da dire che nasce da un’esigenza e da un’urgenza di esprimere ciò che fa parte della memoria o del vivere le dinamiche del contemporaneo», conclude Samantha Torrisi.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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