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L'"Ars Memorie", la mostra all'Accademia delle Belle Arti di Catania

Un progetto culturale, promosso dalla Scuola di Fotografia dell’Abact con il Comune di Milo e l’Ordine degli Architetti di Catania

Grazia Calanna

08 Agosto 2024, 22:32

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S’intitola “Ars Memoriae” la mostra collettiva a cura di Carmen Cardillo. Un progetto culturale, promosso dalla Scuola di Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Catania, in collaborazione con il Comune di Milo e con l’Ordine degli Architetti di Catania, volto a “valorizzare e conservare gli archivi fotografici vernacolari del territorio etneo”. Gli studenti (Giuseppe Calabrese, Gabriele Capodanno, Martina Flores, Paola Gusmano, Latorre Deborah, Guarnera Roberta, Deborah Longo, Edoardo Orlando, Alessandro Rizzo, Lorenza Maria, Mattia Romano, Carmelo Stancampiano, Sofian Tiznaoui, Erica Trovato, Andrea Valisano e Giulia Vecchio) che hanno lavorato sull’archivio “Sessa-Arcidiacono”, prezioso “custode” delle storiche fotografie di Milo, espongono, adesso, i risultati della loro attività al Museo Virtuale Milese.

«Le allieve e gli allievi di biennio in Fotografia durante il corso di Fotografia e Archiviazione digitale hanno avviato un percorso di riscoperta e di reinterpretazione di collezioni e archivi che rischiano di essere poco conosciuti o di andare perduti definitivamente. Alla luce dell’incontro con il professore Paolo Sessa, sul valore della memoria, e grazie alla sua straordinaria capacità di coinvolgimento, siamo entrati in relazione immaginativa con le storie del paese di Milo presenti nel suo libro “Il collezionista di immagini”», chiarisce Carmen Cardillo.

-Quali sono state le fasi successive per la concretizzazione del vostro progetto?

«La visita dei luoghi per realizzare un primo rilievo fotografico, avendo il privilegio di essere guidati dal professore Sessa, che ci ha permesso di rintracciare un percorso storico legato a ‘la via dell’acqua’ e di porre attenzione ai segni che il tempo cancella. Alla luce di quanto ascoltato e appreso, gli allievi sono stati chiamati a riconoscere l'importanza del documento storico legato alle fotografie dell'archivio Arcidiacono-Sessa, leggerne il contenuto visivo, rintracciare le storie di un luogo, e farsi portavoce e nuovi interpreti di un passato che è parte della nostra memoria collettiva. Mediante il riutilizzo delle fotografie d’archivio, gli studenti hanno avviato un progetto di risemantizzazione artistica. Le opere di ‘Ars meomoriae’ sono il risultato di un lavoro che è durato un paio di mesi, con l'intento iniziale di attivare uno sguardo consapevole sul passato, ma che ha preso forma di ricerca più specifica, legata al ‘genius loci’, grazie a Paolo Sessa, “archivio vivente” della storia della comunità di Milo, che non solo preserva la memoria storica, ma la rende viva e attuale».

-Abbiamo, dunque, il dovere di esercitare la nostra memoria?

«Lo studio della storia o delle storie, una vecchia foto, una lettera, un documento ingiallito, il racconto di un fatto lontano possono essere straordinarie occasioni per rivitalizzare i nostri ricordi e magari aggiungerne altri per rafforzare la nostra memoria individuale e quella collettiva. Questa Mostra realizzata dagli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Catania è un tentativo nobilissimo di rivisitare queste nevi di un tempo per rafforzare una memoria collettiva. Per fare questo, gli studenti hanno dovuto accogliere l’invito a tuffarsi in un mare che non conoscevano, apparentemente senza vita, privo di moto ondoso; ma, dal momento del tuffo, tutto ha ripreso a vivere, onde maestose si sono alzate a creare emozioni nuove e a ridare vita a volti e luoghi che facevano solo finta di dormire o di essersene andati. Una Mostra, dove tutto sembra ordinato per appagare la vista, ma dove tutto, al tempo stesso, offre occasioni per nuove e feconde riflessioni e i morti tornano a vivere e a dire la loro. Un archivio, la memoria, una Mostra sono luoghi dove ancora, a saperla cogliere, c’è tutta la nostra vita», conclude Paolo Sessa.