Le "Circostanze Fragili, l'ombra di Pirandello", il romanzo di Virginia Asaro che intreccia le storie della sua bisnonna e della moglie "pazza" del Nobel
Il racconto della scrittrice agrigentina che da anni risiede a Roma ambientato a Girgenti e nella Capitale a inizio Novecento
La storia di Francesca, ricostruita grazie ai ricordi familiari tramandati e ai documenti storici recuperati dagli Archivi, è strettamente connessa alla vicenda umana della moglie pazza di Luigi Pirandello, Antonietta Portolano. Ed è una storia raccontata nel romanzo di Virginia Asaro, agrigentina ormai da anni trapiantata a Roma, dal titolo "Circostanze Fragili, l'ombra di Pirandello" (Navarra editore).
Sono gli anni a cavallo del Novecento, quando le donne erano giusto un’appendice senza verbo, preziose soltanto per procreare, e ci troviamo a Girgenti, poco più di un paesotto e molto arretrato, dove Calogero Portolano, rimasto vedovo da alcuni anni, intrattiene una lunga relazione con Francesca. Non si trattava di adulterio, poiché tanto Calogero quanto Francesca erano liberi, senza legami affettivi di coppia con altre persone.
La relazione tra i due verrà ostacolata con forza e con tutti i mezzi anche, e soprattutto, dopo il matrimonio di Antonietta con Luigi Pirandello che, più tardi, farà internare la moglie in un istituto per cure psichiatriche di Roma dove la donna resterà fino alla sua morte avvenuta quarant’anni dopo.
Antonietta che in tutta la sua vita vivrà rinchiusa in forme e luoghi di diverse solitudini, subirà più di tutti i contraccolpi delle turbolenze familiari innescate dalla relazione di Francesca e Calogero sia quando vive a Girgenti sia quando vivrà a Roma sposa di Pirandello.
Francesca e Antonietta, due diverse fragilità. Due donne, a proprio modo coraggiose. Due donne abbandonate a due dolorosi, differenti destini. Due vicende umane che ineluttabilmente si intersecano e che recano anche la firma del Premio Nobel.