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La mostra

Lo Sbarco in Sicilia nelle foto di Massima Siragusa e nella sound art di Michele Spadaro

Vuoti di memoria Sicilia '43: le immagini di oggi sia apre al Phil Stern Pavilion –Museo storico dello Sbarco in Sicilia1943, alle Ciminiere

Di Redazione |

Ha aperto i battenti a Catania, nelle sale del Phil Stern Pavilion –Museo storico dello Sbarco in Sicilia1943, alle Ciminiere, la mostra “Vuoti di memoria Sicilia ’43: le immagini di oggi” con fotografie di Massimo Siragusa e un’opera di sound art di Michele Spadaro a cura di Ezio Costanzo, prodotta da Fondazione Oelle Mediterraneo Antico ETS in collaborazione con Città Metropolitana di Catania, Museo storico dello Sbarco in Sicilia 1943-Le Ciminiere Catania, Phil Stern Pavilion.

Oltre 30 fotografie in mostra di Massimo Siragusa (Catania, 1958) danno forma e significato alla memoria di ciò che è rimasto, ed è ancora visibile, dello sbarco alleato in Sicilia del 1943 che cambiò la seconda guerra mondiale. A parlare nel lavoro inedito di Siragusa sono i segni sui muri degli edifici, i luoghi delle battaglie, i bunker che traspirano angoscia e apprensione, gli oggetti che hanno accompagnato le notti insonni della gente dell’isola. E poi i suoni, del vento e del suo scorrere sui ruderi, i respiri affannosi che ancora pervadono gli spazi della guerra, le onde del mare portatrici di libertà.

Spazi contemporanei del nostro Mediterraneo, osservato al di fuori dal tempo. Massimo Siragusa si è trasformato in archeologo e ha scavato alla ricerca di questi segni, tra centinaia di segni presenti nelle campagne siciliane che ci riagganciano allo sbarco alleato del 10 luglio 1943. Casematte, bunker, trincee, spiagge, i luoghi delle battaglie più aspre. Al fotografo è stato affidato il compito di creare un rapporto empatico col territorio, che ci offra il punto di osservazione più incisivo per misurarci con le tracce della memoria dei luoghi. Luoghi intesi come la sintesi delle tracce che li compongono, coaguli di emozioni e di spunti di riflessione da per cepire anche nella dimensione dell’ascolto e dell’attesa, stimolati dall’opera sonora concepita per l’esposizione dal sound artist Michele Spadaro (Catania, 1994). Questo suo ultimo lavoro, dal titolo Reflection in Time, esplora le conseguenze acustiche della riverberazione all’interno di un particolare luogo, i bunker della seconda guerra mondiale situati lungo la costa sud-orientale della Sicilia. Il risultato è ottenuto utilizzando un approccio noto come misurazione della risposta a gli impulsi,che consente lo sviluppo di una mappa delle prestazioni acustiche di un luogo, che può poi essere utilizzata a livello statistico o, come nel caso di questa ricerca, per ricreare digitalmente l’effetto del suono in una determinata posizione nello spazio. Queste misurazioni vengono quindi impiegate per generare due scenari sonori differenti e in antitesi, che avvengono nello stesso luogo: quello originale, che mira a raffigurare l’acustica drammatica dovuta all’utilizzo primario dello spazio; e quello contemporaneo, che esprime un’esperienza acustica che persiste in condizioni opposte. «La storia, che guarda in faccia la realtà, e la memoria, che rappresenta il passato per estrapolazione,sono l’essenza di questo viaggio fotografico che Massimo Siragusa ci restituisce percorrendo i sentieri della guerra in Sicilia. Luoghi intrisi d’inquietudine ma anche di straordinaria bellezza paesaggistica e visiva, pervasi da suoni che giungono a noi da lontano e che Michele Spadaro, con la sua opera sonora, restituisce all’oggi attraverso una mappatura aurale, esplorazione sensoriale dei tempi passati ricca di curiosità ma ancor più d’inquietudine del tempo presente», dichiara EzioCostanzo, curatore della mostra e storico.«La mostra è un’interpretazione attuale, un segno dell’oggi che rimanda a un’estate che ha cambiato la storia, un’impronta–che nessun’onda potrà mai cancellare–impressa 80 anni fa da un giovane fotoreporter americano Phil Stern e ricalcata con rispetto e libertà oggi dal fotografo Massimo Siragusa. Ed è in questo spirito–che anima le scelte di Fondazione Oelle Mediterraneo Antico– che il controverso rapporto tra i luoghi di oggi e le loro memorie sonore, trova la sintesi nell’opera del sound artist Michele Spadaro: nel rispetto per i luoghi che contengono ancora oggi segni cruenti di un passato sempre troppo vicino e possibile; nella libertà di ridisegnare spazi secondo una visione contemporanea e lucida grazie a quella luce oltre il male che l’essere umano,oggi più che mai, anela», afferma Ornella Laneri, presidente di Fondazione Oelle Mediterraneo Antico

Vuoti di memoria Sicilia ’43: le immagini di oggi. Fotografie di Massimo Siragusa e opera sonora di Michele Spadaro

Sede: Phil Stern Pavilion – Museo storico dello Sbarco in Sicilia 1943-Le Ciminiere, piazzale Rocco Chinnici, Catania

Apertura al pubblico: martedì–domenica, 09.00–15.30, ultimo ingresso. Lunedì chiusoCOPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA