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Cultura

Giovane tirocinante a scuola di pupi con progetto di Costa Crociere

Il giovane sta frequentando la scuola di Vincenzo Argento e dei figli a Palermo

Di Redazione

C'è anche un tirocinante che sta frequentando la scuola di pupi siciliani di Vincenzo Argento e dei figli, a Palermo, nel progetto «Tradizioni del Futuro», sostenuto da Costa Crociere Foundation. La famiglia Argento si occupa del teatro tradizionale dei pupi sin dal 1893, divulgando la storia e l’arte dei pupi siciliani da cinque generazioni. Il tirocinante viene accompagnato in tutte le fasi di realizzazione di un pupo siciliano e durante i sei mesi vive nella bottega anche l’esperienza del teatro e della messa in scena. L’obiettivo è quello di dare un sostegno concreto ai mestieri d’arte tradizionali a rischio scomparsa in Italia, ma anche in Francia e Spagna, garantendone il futuro e promuovendone la valorizzazione. 

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«Tradizioni del futuro» si rivolge a un gruppo di giovani artigiani, che sono stati selezionati grazie all’aiuto dei due partner di Costa Crociere Foundation. A questi artigiani è stata offerta l’opportunità di partecipare a uno speciale programma di formazione. «Questo progetto proietta nel futuro alcune tra le tradizioni più autentiche dei territori, quelle legate al saper fare, permettendo di salvaguardarle e donare loro nuova vita attraverso i giovani - dice Davide Triacca, sustainability director di Costa Crociere e segretario generale della Fondazione -. È parte di un percorso che abbiamo intrapreso con il nostro "Manifesto per un turismo di valore, sostenibile e inclusivo": un decalogo che riassume l’impegno di Costa Crociere per crescere insieme ai territori visitati dalle sue navi, considerando le destinazioni non come un insieme di attrazioni turistiche, ma come comunità con le quali costruire insieme un modello di turismo che generi maggiore valore economico e sociale». 

Foto di Vincenzo Russo

I tirocini in corso permettono ai giovani talenti dell’artigianato artistico di affinare la loro vocazione e i loro studi, imparando sul campo, in modo da favorire il ricambio generazionale in mestieri d’arte che altrimenti sarebbero a rischio di scomparsa, preservare un «saper fare» che si tramanda da secoli e offrire una opportunità importante ai giovani.  
 

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