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Cultura

L'intima bellezza di Melilli, quando la pietra diventa arte

Il prezioso progetto promosso dal Comune siracusano è nato per valorizzare siti di grande fascino. La prima puntata è dedicata alla "Cava Pirrera di Sant’Antonio”

Di Andrea Lodato

Raccontare la storia, scoprire la Sicilia, svelare angoli nascosti di questa isola delle meraviglie. Raccontare, scoprire e svelare ballando, cantando, suonando. Recitando, anche, perché tutte le arti si uniscono, si fondono tra loro, si riconoscono nei messaggi e nei paesaggi magici che la Sicilia regala. E così ecco il documentario “Le pietre di Melilli”, prima puntata dedicata alla “Cava Pirrera di Sant’Antonio”, un progetto promosso dal Comune di Melilli, con il video, incantevole (nel senso che letteralmente incanta) realizzato a cura dell’Associazione culturale Sopra la Panca, in collaborazione con l’Associazione Fraxart Sicilia e Puntoeacapo Srl, grazie allo straordinario lavoro del Comitato di Tutela e Valorizzazione del Territorio guidato da Rosario Cutrona.

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Per dare un’anima al documentario, per farlo vivere non solo nelle immagini di luoghi speciali, sono stati coinvolti i musicisti Alfio Antico, Roy Paci, Manuela Ciunna e la danzatrice Giulia Berretta, con Eliana Chiavetta volto e voce narrante dell’immersione nelle intime bellezze di Melilli.  Può andare fiero di essere il sindaco di questo comune e di aver promosso il progetto, Giuseppe Carta, che racconta: «Il nostro territorio è una miniera di cultura e di bellezze naturali che meritano di essere valorizzate e per questo motivo   abbiamo intrapreso un percorso virtuoso per riportare Melilli e le sue meraviglie al centro dei circuiti turistici  e culturali del Sudest della Sicilia». 

 

 

Progetto di largo respiro, una bellezza tira (e attira l’altra). Rosario Cutrona lo spiega bene: «Con il video Le Pietre di Melilli il percorso politico di promozione del territorio comincia a prendere forma e a raggiungere i canali regionali e nazionali. La bellezza ritrovata della Pirrera di Sant'Antonio è mostrata, raccontata ed esaltata da artisti unici». E Nuccio La Ferlita, da attento e coraggioso imprenditore della musica, ha allargato il suo orizzonte sino a essere illuminato promoter culturale: «Il nostro intendimento è quello di valorizzare e promuovere le bellezze architettoniche antiche e moderne attraverso lo spettacolo, la musica soprattutto, ma anche la danza e altre forme d’arte». Nel documentario le immagini parlerebbero da sole, i luoghi sono fantastici, ma la musica, il canto, il ballo creano l’atmosfera perfetta.  «Mi ha emozionato questa esperienza – commenta Alfio Antico - è un territorio che conosco bene a cui sono legato. Mi ha commosso riconoscere alcuni punti e tornare indietro a 40, 50 anni fa, quando in quegli stessi luoghi portavo al pascolo le pecore». E Giulia Berretta, che danza a piedi nudi sulla pietra centenaria della Pirrera: «E’ stata una delle più suggestive esperienze nell’ambito della danza, mi sono lasciata trasportare da un contesto in cui protagonista era la semplicità e la maestosità del luogo». Roy Paci, poi, lo ascolti e senti che fa vibrare i Sentieri delle Cento Scale: «Sono felice di aver dato il mio contributo ad un territorio che mi sta tanto a cuore. La Pirrera, che a seconda dei suoni e delle vibrazioni della mia musica, reagisce, è vero: è la natura!».
E le note “sfiorate in acustica” da Manuela Ciunna per rendere omaggio alla Sicilia, con una performance ricca di emozioni, sentimenti, profumi:̀ «Felice di aver partecipato con grandi artisti e di aver dato il mio contributo con il mio inedito Vicè dedicato alla mia Sicilia». 

Elegante e accogliente,  Eliana Chiavetta, è volto e voce narrante e ha anche curato l’adattamento dei testi: «Con le parole abbiamo narrato la trama di questi luoghi, ma portare l’arte all’interno della cava ci ha permesso di restituire allo spettatore anche la profonda energia che continua a sprigionare».
Ultima parola al regista Lino Costa: «Già dal primo sopralluogo, noi che abbiamo lavorato al progetto, ci siamo sentiti come a casa. Abbiamo abitato la montagna per più di una settimana sentendo di giorno in giorno una crescente e avvolgente sensazione di appartenenza ancestrale. Portare Musica e Danza all’interno della cava è stato come fare esplodere l’energia del posto». Ora non resta che guardare e stupirsi, incantarsi e bearsi di bellezza e meraviglia davanti al video già online: https://youtu.be/q4eI9a5WRZg.  

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