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IL RICORDO

Trentotto anni fa l’uccisione di Pippo Fava: commemorazioni rinviate per la pandemia

I “Siciliani giovani” hanno diffuso una nota in cui hanno annunciato che lo ricorderanno lavorando

Di Redazione |

La sera del 5 gennaio del 1984 Pippo Fava veniva ucciso con cinque colpi di pistola 7,65 davanti al Teatro Stabile di Catania. Il cronista e scrittore, fondatore del mensile "I Siciliani", fu assassinato dalla mafia dopo che con le sue inchieste, era riuscito a svelare gli oscuri intrecci politico-mafiosi della Catania di allora, denunciando con coraggio il malaffare, e pagando con la vita il suo impegno al servizio dell'opinione pubblica. Per il delitto sono stati condannati in via definitiva all'ergastolo il capomafia catanese Benedetto Santapaola e suo nipote Aldo Ercolano.

Alla luce del numero crescente di contagi in città e considerate le nuove disposizioni in materia di attività che comportino assembramenti di persone, la Fondazione Fava ha deciso di rinviare gli eventi previsti oggi, in occasione del 38° anniversario dell’omicidio.

Nessun presidio sotto la lapide, quindi, mentre la consegna del Premio giornalistico “Nient’altro che la verità. Scritture e immagini contro le mafie” al giornalista Paolo Biondani, avverrà con un evento in presenza quando le condizioni di contenimento del contagio lo permetteranno. 

Appresa la notizia, “I Siciliani giovani” hanno diffuso una nota in cui annunciano che ricorderanno Pippo Fava lavorando. «L’emergenza sanitaria ci impedisce anche quest’anno di tenere un corteo nella città di Catania. Alle 10,30 del 5 gennaio terremo la nostra assemblea online sul sito www.isiciliani.it, su facebook e twitch, attraverso la piattaforma Zoom, e in presenza per chi, in sicurezza, vorrà venire al Giardino di Scidà, bene confiscato alla mafia, in via Randazzo 27 a Catania. Parleremo insieme di come continuare il nostro comune lavoro contro la mafia, come rilanciare la campagna per ottenere il riuso sociale dei soldi dei mafiosi, come proseguire il lavoro di denuncia e di racconto della nostra terra. Ad accompagnarci nella discussione ci sarà Don Luigi Ciotti».

«Pensiamo – conclude la nota – che sarebbe bello e utile se ci fossimo tutte e tutti a partecipare, per raccontare le nostre esperienze, per dare un contributo, per continuare a tessere insieme le fila del movimento contro la mafia. Per questo vi invitiamo mercoledì 5 all’assemblea, per ricordare Giuseppe Fava lavorando». COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA