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Catania, il progetto StM tra innovazione e posti di lavoro: a gennaio i primi impianti

Di Redazione |

Si è tenuto ieri mattina, nei locali della Confindustria di Monza, l’incontro col management di ST per l’informativa annuale. L’incontro è servito a fare il punto della situazione rispetto agli investimenti e alle strategie di ST nel nostro Paese. Principalmente ci si è concentrati sugli stabilimenti di Catania e Agrate Brianza. 

L’azienda è in salute, come dimostrano i 12 miliardi di dollari di fatturato, con un vastissimo portafoglio clienti in 4 importanti segmenti di mercato (Automotive, industrial, personal electronics, comunication equipment). ST è in forte accelerazione soprattutto nel mercato dell’elettrificazione dell’auto. L’obiettivo è arrivare a un fatturato da 20 miliardi di dollari nel periodo dal 2025 al 2027.

Per raggiungere questo fatturato l’A.d. della STM, Jean-Marc Chery,  ha definito il nuovo progetto etneo per produrre semiconduttori come «cruciale». Il Governo, con il via libera di Bruxelles, assegnerà  292,5 milioni di euro di aiuti – previsti dal Pnrr – alla STMicroelectronics di Catania, che a sua volta ne investirà 730 milioni per realizzare l'impianto per produrre semiconduttori.  E la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager ha riconosciuto il valore innovativo del progetto che «contribuirà  alla sovranità  europea nella microelettronica in linea con l'ambizione della Comunicazione sullo European Chips Act», e aiuterà le transizioni verde e digitale. L’European Chips Act, il progetto di legge da 42 miliardi varato da Bruxelles nei mesi scorsi, mira proprio a spingere la produzione europea dei semiconduttori portandola dal 10% su scala globale di oggi al 20% entro la fine del decennio per ridurre la dipendenza dall’Asia. 

Il processo di produzione del semiconduttore si completerà nello stabilimento etneo, dove si realizzerà  l'intera catena del valore del substrato di SiC, dalla produzione della materia prima alla fabbricazione dei wafer di SiC. 

Un progetto che non porterà  soltanto innovazione tecnologica ma anche lavoro, perché è  prevista l'assunzione diretta di 700 persone, più  altre centinaia nell'indotto, come stimano i sindacati, che si augurano che le assunzioni possano coinvolgere principalmente i giovani del territorio attraverso collaborazioni di ricerca e formazione con l'Università  e gli istituiti tecnici.  

A Catania, dove lavorano attualmente 4.866 dipendenti, sono programmati investimenti complessivi per circa 1,4 miliardi di dollari di cui 750 milioni come detto per il nuovo investimento sul carburo di silicio (Sic), che comprendono anche i circa 288 milioni del Pnrr, e la restante parte su impianti e infrastrutture.

Il progetto più importante è sicuramente quello del nuovo stabilimento che sta sorgendo a circa 1 km da quello tradizionale (vicino Maristaeli), occuperà una superficie pari a circa 180mila metri quadri e sarà adibito alla produzione del carburo di silicio, completando l’intero processo produttivo: dalla materia prima (substrati), all’epitassia, per arrivare fino alla realizzazione del chip. 

Attualmente la parte relativa alla produzione dei substrati è quasi completa. I primi 4 forni dovrebbero arrivare entro la fine dell’anno per avviare la prima parte della produzione già da gennaio 2023. Successivamente (entro la fine del 2023) si passerà ad organizzare la parte che si occuperà della fase epitassisale, costruendo una clean room da circa 5mila metri quadri e completando la palazzina uffici che ospiterà circa 500 lavoratori. 

Inoltre, si sta lavorando alla progettazione della clean room di produzione, che occuperà una superficie di circa 7mila metri quadri e che andrà a completare tutta la filiera di questo processo produttivo ed integrerà tutti i reparti tra loro. Per questo impianto il completamento è previsto per la seconda metà del 2024. 

«In termini di ricadute occupazionali – dice il segretario generale Fismic Catania, Saro Pappalardo – il nuovo investimento prevede circa 700 assunzioni. Rispetto alla richiesta avanzata dalla Fismic è stato confermato che le assunzioni riguarderanno i lavoratori a tempo determinato sia quelli attualmente in forza che quelli che al momento sono fuori, per poi passare successivamente a nuova occupazione. Lo stabilimento di Catania negli ultimi 5 anni è il sito di ST in Italia che è cresciuto di più (+25%) in termini occupazionali e questo per il nostro territorio ha un enorme valore». 

«E’ una notizia straordinaria che, come Ugl, avevamo auspicato per la nostra città in considerazione del fatto che STM negli ultimi messi ha registrato incrementi di fatturato da capogiro e Catania ha contribuito notevolmente al raggiungimento di quest’importante risultato». Cosi Angelo Mazzeo, segretario provinciale dell’Ugl Metalmeccanici.«Prova ne è – aggiunge – che, negli ultimi anni, sono state assunte circa 900 unità lavorative e molti giovani impiegati nei cosiddetti “Summer job” hanno avuto la meritata assunzione definitiva. Il nuovo sito a pieno regime impiegherà 700 lavoratori e ci auguriamo che la gran parte di questi siano individuati tra i “Summer job” storici e quelli nuovi».

Lo stesso auspicio viene rilanciato  da Giuseppe Caramanna, segretario generale Uilm Catania: «Dalla riunione con Stm abbiamo avuto ulteriore conferma degli investimenti programmati dall’azienda a Catania. Bene. Ancora una volta, però, ribadiamo la nostra richiesta di equità e buon senso: si colga l’occasione delle previste assunzioni a tempo indeterminato per assorbire tutti gli stagionali, i cosiddetti summer job, valorizzando risorse umane e professionali che non possono essere sprecate. Sarebbe un’ingiustizia se quei lavoratori dovessero restare fuori».  COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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