Connettività energetica e trasmissione dati: Sicilia nodo delle “autostrade” sotto il mare
Le infrastrutture nel Mediterraneo “cuore pulsante” dell’economia digitale. «Questo sarà il petrolio del futuro»
Nell’era digitale i cavi sottomarini rivestono un ruolo cruciale nel contesto dell’ondata di innovazioni legate all’intelligenza artificiale fungendo da spina dorsale per i data center. Queste infrastrutture rappresentano il “cuore pulsante” dell’economia digitale. Oggi le attività economiche si affidano ai centri di elaborazione dati per gestire i propri asset e conservare quello che l’esperto americano Alec Ross ha definito il «petrolio del futuro»: i dati.
Questa tipologia di infrastruttura possiede una straordinaria capacità computazionale, che consente di immagazzinare, elaborare e distribuire dati, favorendo la trasformazione digitale.
I cavi sottomarini globali forniscono connessioni ad alta velocità e bassa latenza, facilitando il trasferimento efficiente di grandi volumi di dati tra aziende e utenti finali. Inoltre, i data center possono sfruttare questi cavi per collegarsi ad altre strutture in diverse regioni, permettendo alle imprese di accedere a servizi di calcolo distribuito e al cloud su scala globale.
Queste infrastrutture, al centro dell’economia e della sicurezza globale di oggi, sono destinate a diventare una componente fondamentale nell’attuale contesto di transizione digitale. La connettività sarà fondamentale per l’implementazione di progetti congiunti in ambiti come l’Intelligenza Artificiale, il cloud e l’Internet delle cose (IoT).
Il Mediterraneo
Il Mar Mediterraneo rappresenta una “superstrada” di dati cruciale per l’economia digitale globale, collegando Europa, Africa e Asia attraverso migliaia di chilometri di cavi in fibra ottica. E la Sicilia come mostra il grafico è al centro di questa rete di comunicazione e riveste un valore strategico, così come lo rivestirà sempre di più nel settore energetico con nuove pipeline e in quello del trasporto merci attraverso il potenziamento e l’ammodernamento dei suoi porti. Si stima che fino al 95% delle comunicazioni trans-regionali passi attraverso i cavi posati sui fondali del Mar Mediterraneo.
Il Mediterraneo sarà, dunque, sempre più centrale nelle strategie di connettività dell’Ue, sia dal punto di vista digitale, sia da quello energetico. Nel quadro della revisione del Global Gateway, della revisione delle Reti Transeuropee dell’energia (Ten-E) e della politica di vicinato UE, nella regione del Mediterraneo e in Sicilia nel corso del prossimo quinquennio sono previsti investimenti per oltre 10 miliardi di euro.
E, in particolare, ciò sarà vero per quanto riguarda la transizione digitale ed energetica. In quest’ultimo campo già si moltiplicano gli investimenti per nuovi cavi energetici sottomarini tra le due sponde del Mediterraneo. La Grecia e l’Egitto intendono realizzare un cavo da 2 GW, che si aggiungerà al progetto datato 2019 dello Euro-Africa Interconnector, un insieme di cavi sottomarini tra Egitto, Cipro e Grecia che rappresentano la prima grande novità per l’interconnessione euro-mediterranea. Più ad Ovest, Italia e Tunisia hanno raggiunto un accordo per la realizzazione di un’interconnessione pari a 600 MW attraverso il cavo sottomarino Tunita, che ha acquisito la qualifica di Progetto di interesse prioritario da parte dell’Unione Europea. L’Algeria, inoltre, sta esplorando la possibilità di aggiungere nuove connessioni verso la Sardegna e la Spagna. Proprio la Spagna, che è in trattative con il Marocco per la realizzazione di nuovi cavi sottomarini, che porterebbero il totale della portata energetica tra i due Paesi a 1,4 GW.
Questi investimenti non risultano tuttavia sufficienti. In particolare, per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica e quelli previsti dalla Strategia europea per l’idrogeno, sarà essenziale l’apporto di energia rinnovabile dalla sponda sud del Mediterraneo e perciò un gran numero di nuovi cavi di interconnessione sottomarini saranno parimenti necessari. In un simile contesto, i cavi sottomarini dei dati di cui ci stiamo occupando sono centrali per l’energia, per l’economia e per la geopolitica internazionale.
Progetto Medusa
Centrale nel quadro di un aumento della connettività e ridondanza nel Mediterraneo è il progetto Medusa il cui completamento è previsto nel 2025 e finanziato anche con fondi del Global Gateway, che prevede la costruzione di 7.000 chilometri di cavi sottomarini per rafforzare la connettività tra i Paesi della sponda nord (Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Grecia) e sud (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto).
Blue-Raman
Al tempo stesso, l’italiana Sparkle (in cooperazione anche con Google) sta costruendo il nuovo cavo Blue-Raman il cui primo segmento tirrenico è entrato in funzione nel 2024. Il cavo risulta fondamentale per offrire un percorso alternativo ai cavi esistenti, che in larga parte utilizzano Suez per connettere Europa e Asia. Al contrario, il Blue-Raman arriverà dal Mediterraneo in Israele per poi riprendere il percorso del Mar Rosso dall’estremo meridione del Paese.
Inoltre, l’Europa guarda con attenzione anche al Sudamerica. Per migliorare le comunicazioni e i legami economici con la regione è stato costruito un cavo digitale sottomarino di 6.000 km, noto come Bella, operativo dal 2021.
Un potenziale punto di svolta si profila con il Corridoio India-Medio Oriente-Europa-Mediterraneo (IMEC). Lanciato durante il G20 del 2023 a Nuova Delhi come parte del Partenariato del G7 per le infrastrutture e gli investimenti globali, l’iniziativa prevede un ambizioso progetto di cavi digitali che collegherà l’India e l’Europa compreso il bacino del Mediterraneo attraverso il Medio Oriente. Entrambe le regioni mirano, infatti, ad affermarsi come hub globali per la produzione, la tecnologia e la logistica, un obiettivo per il quale la connettività digitale sarà fondamentale. Inoltre, il Consiglio commerciale e tecnologico India-Europa istituito nel 2023 fungerà da pietra miliare per il potenziamento della cooperazione tecnologica e digitale tra le due parti. Promuovendo la collaborazione in questi settori, l’Imec ha il potenziale di ridefinire il panorama economico, aprendo nuove opportunità di crescita e innovazione per il Sud dell’Europa e dunque anche per il Mezzogiorno d’Italia.