Gas, col sì del governo alle nuove trivellazioni la Sicilia si prepara a diventare l'hub energetico del Paese
Approvato il rilascio o di nuove concessioni tra le 9 e le 12 miglia con l'obiettivo di aumentare la produzione di metano
Sul fronte del gas il governo Meloni va avanti anche sul tema trivelle e oggi col Decreto Aiuti Quater ha dato il via libera a nuove perforazioni con l’obiettivo di aumentare la produzione: ok quindi al rilascio di nuove concessioni tra le 9 e le 12 miglia. Un provvedimento che potrebbe avere ampie ricadute in Sicilia con l'Isola che ha tutte le potenzialità per diventare un hub energetico dell’Italia e del Mediterraneo. È punto di approdo dei gasdotti in arrivo da Algeria-Tunisia e Libia, ospiterà le Hydrogen Valley e, grazie alle nuove linee di Terna interne e sottomarine potrà sviluppare e sarà crocevia di energia prodotta da vento e sole.
In più, possiede risorse minerarie assai preziose per contribuire all’autonomia dell’Italia dal gas russo. Eni conferma l’entrata in esercizio a metà del 2024 dei nuovi pozzi nelle concessioni offshore “Argo” e “Cassiopea”, e, come ha detto ieri alla Cop27 a Sharm el-Sheikh l’A.d. Claudio Descalzi, la società attende di capire meglio cosa si potrà fare e dove riguardo all’ampliamento dello sfruttamento dei giacimenti esistenti a mare annunciato dal governo Meloni. Esattamente, Descalzi ha detto: «Nei prossimi due anni e mezzo-tre, se tutta la parte di permessi avrà una velocità ragionevole, potremmo raddoppiare il gas che stiamo producendo adesso in Italia», stima fatta in attesa di conoscere i dettagli di quella che sarà la nuova legge. «Penso - ha aggiunto - che si possa arrivare a 5 o 6 miliardi di metri cubi, che sono importanti, perché è quello che ci sta dando la Russia».
Già, ma “dove” si potrà trivellare ancora non è chiaro. Gli operatori del settore, però, hanno le idee chiare. Con gli studi presentati lo scorso 5 settembre al “Gastech” di Milano, Assorisorse-Confindustria ha svelato la valutazione aggiornata del potenziale di produzione di gas naturale proveniente da permessi e concessioni offshore e onshore già attive in Italia: «A fronte della crisi energetica internazionale, l’Italia dispone di ingenti riserve di gas naturale, valutate in oltre 110 miliardi di metri cubi. Con una serie di azioni volte a valorizzare i titoli esistenti, la produzione potrebbe aumentare da 3,3 miliardi di metri cubi nel 2021 a circa 6 miliardi di metri cubi/anno entro il 2025 e oltre 7 miliardi negli anni successivi (pari circa alla domanda dell’Industria di settore). Invece, senza una serie di interventi tempestivi, la produzione di gas dell’Italia scenderebbe al di sotto di 1 miliardo di metri cubi negli ultimi anni del decennio».
In Sicilia, gli impianti di produzione onshore per l’estrazione di gas naturale e olio greggio sono 101: 44 per il gas naturale e 57 per l’olio. In mare, nella zona marina C non ci sono impianti per l'estrazione del gas, ma sono 28 quelli per estrarre l’olio greggio. Il dato è presente nel databook 2022 dell’ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse del ministero dell’Ambiente e sicurezza energetica, che riguarda il 2021. Per quanto riguarda i titoli minerari onshore, al 31 dicembre 2021 in Sicilia sono stati rilasciati 6 permessi di ricerca e 13 concessioni di coltivazioni. In mare, invece, i permessi sono 4 in zona marina C e 2 in zona marina G, mentre per le concessioni di coltivazione sono 3 in zona C e 1 in zona G.
Riguardo la produzione di gas naturale, la Sicilia ha avuto una flessione dell’1,35% sul 2020 (164,61 milioni di metri cubi). Nel 2021, infatti, ha prodotto 162,39 milioni di metri cubi, che incide per il 4,64% sul totale nazionale. In mare, invece, 4,06 milioni di metri cubi nel 2020 e 3,71 milioni di metri cubi nel 2021, cioé -8,62% e 0,11% di incidenza sul totale nazionale.