13 gennaio 2026 - Aggiornato alle 12 gennaio 2026 23:41
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I lavoratori stranieri e le loro famiglie: in 20 anni quattro miliardi di euro "spediti" verso i paesi di origine

L'analisi del centro studi dell'Assoesercenti che ha preso in esame i dati dal 2005 al 2023

Redazione La Sicilia

25 Ottobre 2024, 11:24

lavoratori-stranieri

Il Centro studi di Assoesercenti ha analizzato, sulla base dei numeri forniti dalla Banca d’Italia, i dati delle rimesse in uscita dalla Sicilia, ovvero dei soldi che i lavoratori stranieri residenti spediscono all’estero alle loro famiglie di origine. La rilevazione indica dal 2005 al 2023 un totale di oltre 4 miliardi di euro di rimesse, in costante aumento dal 2005; attualmente il valore risulta più che raddoppiato rispetto al dato di 19 anni fa, con un aumento del 126%.

«L'invecchiamento della popolazione italiana - afferma il presidente di Assoesercenti Sicilia, Salvo Politino - è un dato preoccupante, che genera la necessità di impiegare nella forza lavoro del Paese cittadini stranieri. In Sicilia, secondo i dati Istat, dal 2019 al 2023, nella popolazione, tra natalità e mortalità, si è registrato un saldo negativo di quasi 100.000 unità, con un incremento nel 2023 rispetto al 2019 del 2,67% per la mortalità e un decremento dell’8% per la natalità».

La maggior parte delle rimesse viene dalle provincia di Siracusa, che ha avuto nel 2023 una crescita percentuale di oltre il 251% rispetto al 2005; seguono Palermo (246,52%%), Trapani (149,87%), Ragusa (148,03%) e Agrigento (117,56%). Catania si colloca al 6° posto (90,04%) seguita da Messina, Enna e Caltanissetta.

Nello studio si legge che il primo Paese di destinazione è la Romania con oltre 992 milioni di euro, pari al 22,51% del totale. Seguono Cina con oltre 555 milioni di euro, pari al 12,61% del totale, Bangladesh con oltre 472 milioni di euro, pari al 10,11% del totale, Sri Lanka con oltre 296 milioni di euro, pari al 6,72% del totale e Marocco con oltre 200 milioni di euro pari al 4,55%. Il maggior flusso dei risparmi dei lavoratori stranieri trasferiti nelle proprie nazioni lo si è riscontrato, in Sicilia, soprattutto negli anni 2011 e 2012.

«Da un lato - conclude Politino -, nonostante le rimesse dei migranti occupino ad oggi un posto importante sulla bilancia dei pagamenti dei paesi in via di sviluppo, non è ancora stata prestata molta attenzione al loro impatto sulla riduzione della povertà. Dall’altro lato, purtroppo, le rimesse all’estero rappresentano una parte di ricchezza sottratta al nostro territorio che se utilizzate per alleggerire gli effettivi aiuti umanitari, consentirebbero di alleggerire il bilancio dell’Europa». (ANSA).