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Il ministro dell'Ambiente: «L'off shore una sfida da affrontare, in Sicilia uno dei due grandi porti eolici d'Italia»

Il mercato delle pale galleggianti è in grande espansione in tutto il mondo e anche nel nostro Paese si moltiplicano le richieste

Redazione La Sicilia

26 Settembre 2024, 12:50

FOTOGRAFIA: A BARD I RITRATTI AEREI DI ARTHUS-BERTRAND

Una foto di Yann Arthus-Bertrand mostra il parco eolico offshore di Middelgrunden, nel lago di Copenhagen ANSA/Yann Arthus-Bertrand - US - UFFICIO STAMPA FORTE DI BARD - EDITORIAL USE ONLY ++ FOTO DA UTILIZZARE SOLO PER NOTIZIA FOTOGRAFIA: A BARD I RITRATTI AEREI DI ARTHUS-BERTRAND ++

Secondo alcune ricerche, la creazione di una filiera nazionale dell'eolico offshore galleggiante (cioè in mare su piattaforme galleggianti ancorate al fondale) potrebbe generare un valore aggiunto cumulato tra il 2030 e il 2050 pari a 57 miliardi di euro. Nell’ipotesi di realizzare 20 gigawatt al 2050, si potrebbero generare circa 27 mila nuovi occupati in Italia al 2050 nella fabbricazione, assemblaggio, progettazione e manutenzione.

Anche per questo motivo per Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, parlando al Marina Yachting di Palermo. «è una sfida che noi dobbiamo portare avanti».

«Bisogna da un lato conservare le nostre coste - ha spiegato il ministro - ma dall’altro anche utilizzarle. Il disegno del governo sull'eolico è quello di grandi aree, in mare, a largo, da lottizzare e da assegnare. Il che significa ridefinire il piano mare, attrezzando dei porti - e a tal proposito abbiamo previsto con il decreto Energia almeno due porti - di cui uno potrebbe essere probabilmente in Sicilia».

«Con il grande eolico off shore - ha detto - possiamo creare le condizioni per l’autosufficienza nazionale che non riusciamo a raggiungere con il fotovoltaico a terra. Pertanto, è una sfida che noi dobbiamo portare avanti. Attualmente le richieste per l'eolico off shore sono di quasi 100 gigabyte. Ma si stanno moltiplicando».

L'Italia è il terzo mercato mondiale per lo sviluppo di eolico offshore galleggiante, secondo il Global Wind Energy Council. Le stime svolte in collaborazione con il Politecnico di Torino indicano un potenziale di 207,3 Gw in Italia per l’eolico offshore galleggiante, più del 60% del potenziale di energia rinnovabile complessiva, con Sardegna, Sicilia e Puglia tra le aree di maggiore potenzialità.    

Negli ultimi anni, a livello internazionale l’eolico offshore galleggiante ha registrato un significativo sviluppo. Con più di 30 gigawatt installati al 2022, la Cina è al momento il primo Paese per potenza installata di eolico offshore a fondo fisso e galleggiante. Più del doppio della capacità installata del Regno Unito (13,8 Gw), secondo Paese a livello mondiale in questo specifico segmento, e tre volte la Germania, leader nella Ue con 8,1 Gw installati.

In Sicilia c'è già un progetto di parco eolico offshore flottante che ha ottenuto l’approvazione della Valutazione di Impatto Ambientale (Via) da parte del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Si tratta del progetto chiamato 7SeasMed realizzato da GreenIT con il partner strategico Copenhagen Infrastructure Partners (CIP) e alcune società di sviluppo italiane. Con una capacità totale di circa 250 MW, il progetto sorgerà a circa 35 chilometri dalla costa di Marsala, in Sicilia, potendo contare su tecnologie all’avanguardia nel settore.