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Microchip, l’Europa accelera per inserirsi nella guerra tra Usa e Asia: 400 milioni per il sito di Catania

Assegnata all'Italia una delle quattro linee pilota sulla microelettronica del futuro

Di Redazione |

I big della tecnologia spingono sui chip, linfa vitale dell’intelligenza artificiale e della crescita economica. Gli statunitensi Google e Intel rilanciano con delle novità, mentre i futuri processori di Apple potrebbero essere Made in Usa. La sfida dei colossi è ridurre la dipendenza da altre aziende per alimentare carichi di lavoro di IA e per il cloud. Solo pochi giorni fa il forte terremoto a Taiwan ha tenuto col fiato sospeso il mondo tecnologico per la chiusura temporanea di Tsmc, il gigante dei microprocessori a contratto che ha in mano il 70% della produzione globale.

Per questo l’Unione Europea spera di inserirsi da protagonista – attraverso l’Eurpean Chips Act – in uno dei settori strategici più importanti per lo sviluppo tecnologico, per non restare più in balia di Taiwan e degli altri giganti asiatici o statunitensi, rischiando che anche una sola crisi geopolitica possa mettere in ginocchio l’intera industria europea.

Così proprio oggi la Commissione europea ha annunciato che una delle quattro linee pilota sulla microelettronica del futuro è stata assegnata all’Italia. «Un investimento importante – ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso – che ammonta a quasi 400 milioni di euro di cui la gran parte saranno assegnate al sito guida di Catania». Qui infatti è previsto il potenziamento di Stm.

La prima fase della ricerca riguarderà materiali ad alta resistenza sui chip del futuro necessari al settore dell’automotive e dello spazio. «Questo dimostra come l’Italia stia diventando un Paese molto attrattivo per gli investimenti per la microelettronica che è alla base dell’industria dell’automotive», aggiunge Urso, ricordando anche l’investimento di Silicon Box, in una delle regioni del nord per 3,2 miliardi di euro e 1.600 ingegneri.

Il sito etneo

Lo stabilimento STMicroeletronics di Catania occupa oggi circa 4.696 dipendenti – di cui 1.400 operai – con un indotto complessivo di circa 10mila persone. Tra i dipendenti ci sono laureati in ingegneria, fisica, chimica e diplomati di area tecnica. La Stm, la realtà produttiva più significative della cosiddetta Etna Valley, è anche quella che utilizza già tecnologie d’avanguardia per la produzione di transistor e circuiti integrati elettronici. Ora metterà in piedi una fabbrica integrata per la produzione di substrati epitassiati in carburo di silicio, ovvero la base dei semiconduttori il cui processo produttivo si completerà nello stesso fabbrica etnea.

La nuova linea pilota, in particolare, dovrà sviluppare tecnologie per realizzare semiconduttori ad ampio intervallo di banda per l’elettronica di potenza e a radiofrequenza e a questo scopo è previsto il potenziamento di strutture esistenti nel settore, come l’infrastruttura Beyond Nano avviata nel 2020 e nata dalla collaborazione tra Cnr, ministero dell’Università e della Ricerca, Regione Sicilia e STMicroelectronics. A questa si aggiungono infrastrutture presenti in Finlandia, Polonia, Svezia, Austria, Francia e Germania. Partner italiani del progetto sono Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Centro Italiano per il design dei circuiti integrati a semiconduttore Chips-it, Consorzio Nazionale Interuniversitario per la Nanoelettronica.

L’infrastruttura «sarà a disposizione del settore produttivo regionale e nazionale e svolgerà un ruolo abilitante per le piccole e medie imprese operanti nel settore della microelettronica», osserva Stefano Fabris, direttore del Dipartimento scienze fisiche e tecnologie per la materia del Cnr. Le pmi potranno in questo modo «sviluppare dispositivi innovativi basati su nuovi materiali, con un potenziale innalzamento delle loro capacità di realizzazione di piccole produzioni a bassi costi» e le grandi aziende, dice ancora Fabris, «potranno sperimentare in questa linea pilota le tecnologie da inserire nei dispositivi di nuova generazione».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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