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Economia

"Il decreto dell'assessore Scilla danneggia i gruppi di azione locale della Sicilia"

Grido d'allarme lanciato dopo che il Governo regionale ha disatteso "il parametro del maggior numero di abitanti per Gal degli oltre 32 milioni di euro disponibili"

Di Gaetano Ravanà

C’è grande fibrillazione e molti malumori fra i GAL siciliani, i 23 Gruppi di Azione Locale, quali Organismi dell’UE e Soggetti Intermedi dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, si occupano dell’approccio LEADER per lo sviluppo locale della Sicilia. Le ragioni del malessere, nei confronti dell’operato dell’Assessore Regionale Scilla, Toni Scilla sono emerse in una riunione con i GAL siciliani presenziata dal Governatore Nello Musumeci che, contrariamente all’assessore, avendo compreso le ragioni dei GAL ha suggerito allo stesso di ritirare e rivedere il recente Decreto del Dirigente Regionale Dario Caltabellotta relativo alla “Metodologia per la ripartizione delle risorse della transizione per la Misura 19 “Sostegno allo Sviluppo Locale Leader – SLTP – sviluppo locale di tipo partecipativo” del PSR Sicilia 2014-2022” - a seguito del Regolamento (UE) n. 2220/2020 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 23 dicembre 2020”.Nello specifico si tratta della dotazione finanziaria di 32.684.267,09 di euro che avrebbero dovuto essere ripartiti, secondo i criteri normativi della programmazione 2014/2020, con il parametro del maggior numero di abitanti per GAL, parametro che però è stato disatteso in favore di criteri privi di fondamento giuridico e giustificati in ragione di “risultati misurati come impegni e spesa rilevati sul portale SIAN”. Un vero è proprio paradosso giustificativo quello adottato, in quanto l’Unione Europea, come ampiamente noto, attribuisce le risorse finanziarie ai territori in ritardo di sviluppo, per i quali sembrerebbe, secondo l’Assessore, che vi fosse la necessità di applicare parametri da territori avanzati e cioè incentrati sulla migliore performance relativa agli impegni di spesa assunti e i pagamenti effettuati. Un po’ come dire “Cari GAL, visto che l’Unione Europea vi attribuisce queste ulteriori risorse finanziarie per le problematiche e i ritardi sorti a causa della pandemia ve li ripartisco, senza alcun fondamento di legge, sulla scorta della vostra capacità di assumere impegni e fare spesa durante la crisi pandemica (SIC!)”. Ma oltre tale aspetto, totalmente contrario alla filosofia per la quale vengono concepiti dall’UE strumenti come i GAL e programmi come LEADER, nel recente Decreto sulla Ripartizione sembrano esservi molte altre contraddizioni. Prima fra tutte quella di essere il risultato del precedente DDG del 25/01/2022 dove a seguito dell’assegnazione globale ai GAL delle risorse finanziarie (Art. 1) non venivano però esplicitati i criteri e i parametri con i quali tali risorse sarebbero state successivamente ripartite stante al generico principio “Al fine di perseguire una equa e coerente ripartizione delle risorse tra i GAL, che tenga conto anche degli attuali risultati misurati come impegni e spesa rilevati sul portale SIAN,…” (Art. 2).

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In sostanza, attraverso questo decreto i GAL venivano sollecitati a “presentare, entro 15 giorni dalla pubblicazione dello stesso, un addendum all’attuale Piano d’Azione Locale, che evidenzi le modalità di spesa delle nuove risorse (max € 2mln), distinte tra eventuale completamento di progetti afferenti al PAL vigente, e nuovi progetti a regia e/o a bando che integrino e completino l’attuale PAL.” Con l’impegno, come stabilito dall’art. 3, che “A seguito dell’istruttoria della documentazione pervenuta, l’Amministrazione ripartirà le risorse tra i GAL”, senza null’atro aggiungere come criteri e parametri per tale istruttoria. I risultati a tale “insolita” procedura sono stati che l’unico parametro di legge esistente relativo alla maggiore attribuzione di risorse sulla scorta del maggior numero di abitanti per GAL, adottato fin dal 1991 e sempre riconfermato nelle altre programmazioni ivi compresa la 2014/2020, è stato inopinatamente “ridimensionato” ad appena il 20% e sono stati introdotti, senza alcun tipo di riferimento legislativo, criteri quali la cosiddetta “Quota performance” per un’incidenza del 58% e, aspetto ancor più stupefacente in quanto incidente per il 22%, il criterio della “Qualità progettuale”, ovviamente anch’essa priva di parametri di valutazione e dunque a totale discrezionalità politica. Ma oltre tali aspetti, volendo per un solo momento dare credibilità a tale “ingegnoso” costrutto noto soltanto a chi l’ha concepito a priori, risultano davvero di difficile comprensione i parametri arbitrariamente adottati per la quota performance. Infatti, questi parametri sono stati attribuiti tenendo conto della spesa pubblica effettuata dai singoli GAL all’11/3/2022 - data di rilevamento dei dati SIAN che non si comprende bene da chi e dove sia stata stabilita e/o comunicata ai soggetti interessati - della spesa impegnata e delle Graduatorie emesse. Intendendo per quest’ultime non tanto, come ovvio, l’importo complessivo delle risorse impegnate con le graduatorie ma, strano a dirsi,  il mero numero relativo alle graduatorie pubblicate (SIC!). In pratica, fatto 100 l’ammontare delle risorse, se un GAL ha impegnato il 10% delle risorse pubblicando 8 graduatorie di misure diverse, prende 8 volte di più di un GAL che ha impegnato l’80% delle risorse con una sola graduatoria. A fronte di tutto ciò sembrerebbe, peraltro, che non manchino errori nella rilevazione dei dati e nella consequenziale ripartizione delle risorse finanziarie. E tra questi quello più eclatante di avere attribuito ad alcuni GAL risorse finanziarie superiori a quelle stabilite nell’art. 2 del DDG 73/2022 “(max € 2mln)” se di “errore” o di altro si tratta, visto che a breve si svolgeranno le elezioni regionali. Certamente non può essere considerato un errore l’avere attribuito soltanto a sette GAL su 23 le risorse finanziarie di “Qualità progettuale” dove non passa inosservata la somma di € 1.358.731,56 per la realizzazione di un “Parco Polivalente inclusivo” in una frazione urbana che sembrerebbe abitata da pochissimi residenti. E dire che l’Unione Europea esalta e riconferma l’approccio LEADER per la programmazione 2021-2027 in ragione di “sviluppare la capacità degli operatori locali di elaborare e attuare operazioni e fornire sostegno alle attività in rete, all’accessibilità, alle caratteristiche innovative del contesto locale e, se del caso, alla cooperazione con altri operatori territoriali” (Reg. UE 2021/1060 recante disposizioni comuni ai Fondi SIE) e, pertanto, con i precedenti presupposti sembra davvero lontana l’Europa dalla Sicilia che, comunque, in questi ultimi mesi e, dunque, in questo clima elettorale, ha intrapreso la definizione dei programmi operativi regionali per i Fondi SIE 2021/27.

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