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Economia

Al via la procedura per 9 licenziamenti nella redazione di Tgs, l'Ordine dei giornalisti: «Inaccettabile»

Annunciato l'esubero di 5 giornalisti tre tecnici di montaggio e operatori di ripresa e un tecnico radio

Di Redazione

 Al via le procedure per il licenziamento di nove tra tecnici e giornalisti della redazione di Tgs, l’emittente televisiva di Palermo collegata al Giornale di Sicilia adesso di proprietà del gruppo editoriale Ses. La lettera, indirizzata al fiduciario di redazione, alle organizzazioni sindacali e al centro per l’impiego di Palermo porta la data del 22 agosto ed è stata recapitata questa mattina. Le figure interessate ai licenziamenti collettivi sono cinque giornalisti, compreso il coordinatore redazionale, tre tecnici di montaggio e operatori di ripresa e un tecnico radio.

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La riduzione del personale è dovuta "a una costante riduzione dei ricavi" che potrebbe mettere a rischio "la continuità aziendale". "A fronte della riduzione dei ricavi, il costo del lavoro è sostanzialmente rimasto mediamente inalterato prendendo a riferimento l’ultimo triennio - si legge nella lettera - nel biennio 2019 e 2020 la società ha registrato risultati economici particolarmente negativi. Nel 2021, invero, il risultato economico è influenzato positivamente, dalla contabilizzazione oltre a contributi straordinari legati all’emergenza da Covid-19 (rilevati anche nel 2020), alla registrazione di un componente positivo straordinario, pari a 1,8 milioni, relativo all’indennizzo ricevuto per la rottamazione anticipata delle frequenze. Tale partita straordinaria ha consentito alla società di registrare un risultato economico positivo che non rispecchia tuttavia la gestione caratteristica dell’attività di impresa, che, invero, avrebbe registrato sia per l’anno 2020 che 2021 perdite in linea con quelle presenti nel 2019". 

"Il livello dei ricavi e dei contributi ordinari risulta in sostanziale continuità con quello del 2021, così come il costo del lavoro, dovendosi pertanto prevedere, a fine anno, una perdita per l'esercizio di circa 500.000 euro. Tale condizione, senza interventi di natura strutturale - prevede la società - rischia di pregiudicare la continuità aziendale".

Per il futuro l’azienda prevede che "da innovativa emittente di intrattenimento TGS dovrà essere perfettamente integrata con le piattaforme digitali e social del Gruppo. Tale nuova impostazione non prevede la produzione del telegiornale legato all’informazione locale, compreso ogni tipo di servizio prodotto dal tandem giornalista-operatore sul territorio, in quanto attività ritenuta non più strategica e sinergica rispetto al progetto sopra descritto".

"Verranno mantenuti, come oggi, i notiziari nazionali chiusi e le previsioni del tempo forniti da società terze", continua la lettera dell’azienda, "sulla radio si produrrà uno spazio occupato dalla sola lettura dei titoli dei quotidiani del Gruppo, in un orario che verrà definito e che verrà trasmesso anche in televisione. Resteranno in palinsesto, prodotte internamente, due trasmissioni sportive". 

L’Ordine dei giornalisti Sicilia si schiera, afferma in una nota, «fermamente a fianco dei nove colleghi del Telegiornale di Sicilia (Tgs), nei confronti dei quali sono state avviate le pratiche di mobilità per l’esubero».

«Una decisione, quella dell’azienda - prosegue la nota - che non possiamo accettare, che riguarda un’emittente storica del giornalismo siciliano e punto di riferimento di tanti ascoltatori che verrebbero privati di un’ulteriore fonte di informazione, in un momento storico già segnato da una forte crisi dell’editoria».

«Le figure interessate ai licenziamenti collettivi - ricorda l'Ordine dei giornalisti - sono cinque giornalisti, compreso il coordinatore redazionale, tre tecnici di montaggio e operatori di ripresa e un tecnico radio. L’avvio del procedimento è stato comunicato con una lettera inviata ai sindacati, al fiduciario di redazione e alla direzione Ammortizzatori sociali del Centro per l’impiego di Palermo». La società ha alle proprie dipendenze diciannove lavoratori con contratto a tempo indeterminato tra full time e part time, tutti a Palermo, compresi sei nell’area redazionale, otto in quella tecnica per la tv e cinque per la radio. La riduzione del personale è dovuta «a una costante riduzione dei ricavi» e per la società l’avvio della procedura è «un passo imprescindibile per riequilibrare i conti e garantire la continuità aziendale».

«Ma anche di fronte a motivazioni legate alla crisi economica e alle sue conseguenze, l’Ordine - chiosa la nota - non può che stigmatizzare politiche che vedono il licenziamento come una soluzione». 

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