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Economia

Amazon e la guerra alle recensioni false: denunciati 10 mila gruppi Facebook

Di Redazione

Amazon prova ad affrontare una problematica di vecchia data per l’eCommerce, settore in cui la pubblicità e il marketing possono spostare i grandi numeri del commercio online e tanto può fare anche una recensione positiva o negativa.

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Il colosso di Seattle vuole fare piazza pulita, anche in Italia, delle false recensioni individuate online. Così ha deciso di intraprendere una battaglia legale che riduca periodicamente il numero delle «fake review» scovate sulle piattaforme digitali, tra cui Facebook ma anche Twitter e TikTok. 
 

Al momento, sono circa 10.000 i gruppi su Facebook denunciati dall’azienda americana, veri centri di smistamento di falsi commenti sui prodotti acquistati su Amazon, con un tornaconto non da poco per quelli che l’azienda chiama «broker» di recensioni: utenti che, offrendo denaro o ricompense in buoni e oggetti, spingevano gli iscritti di Facebook a scrivere commenti su acquisti mai effettuati, con il fine di spingere questo o quel venditore concorrente.

Stando alle ricerche della compagnia, gran parte dei gruppi operava in Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, e Giappone. Uno di questi, Amazon Product Review, vantava più di 40.000 membri fino a quando Facebook non lo ha rimosso all’inizio del 2022.

«I gruppi che sollecitano o incoraggiano recensioni false violano le nostre norme e vengono rimossi. Stiamo lavorando con Amazon su questo argomento e continueremo a collaborare in tutto il settore per affrontare lo spam e le recensioni false», spiega un portavoce di Meta, la casa madre di Facebook. 

Le false recensioni non sono una novità, non solo per Amazon. La società, da anni, combatte i commenti che alterano le valutazioni dei prodotti. Un’indagine del Washington Post nel 2018 ha rilevato che alcune categorie di prodotti, tra cui cuffie bluetooth e integratori per la salute, erano totalmente in balia delle fake review. Il sistema illegale era capace di far salite in classifica prodotti mai acquistati dagli utenti ma valutati positivamente da centinaia di persone, pilotate da una rete esterna. All’epoca, il Post riscontrò una fiorente industria che vendeva recensioni false su Facebook. Si tratta di un circolo vizioso che vede i broker pilotare le recensioni e i venditori rincorrere gli utenti che le rilasciano, a loro volta proponendo prodotti gratis o forti sconti sugli acquisti. 
 

«I nostri team bloccano milioni di recensioni sospette prima che vengano viste dai clienti e questa azione legale rappresenta un ulteriore passo avanti per smascherare i colpevoli che operano sui social media - Dharmesh Mehta, Vice president Selling Partner Services di Amazon - L’azione legale proattiva contro i malintenzionati è uno dei tanti modi in cui proteggiamo i clienti, individuando questi soggetti come responsabili di attività illecite». Amazon spiega infine che impiega «più di 12.000 persone in tutto il mondo per la protezione dei clienti, dei marchi, dei partner di vendita e dello store da contraffazioni, frodi e altre forme di abuso, comprese le recensioni false». E di utilizzare una combinazione di "tecnologia avanzata, investigatori esperti e monitoraggio continuo» per rilevare recensioni false sulla piattaforma.

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